Se il “bacio della pantofola” mette a rischio lo sport lombardo

11 gennaio 2018 di fabio pizzul

Tutti alle Stelline. E le Commissioni consiliari, alle loro ultime battute, rimangono senza maggioranza. Con il rischio di far saltare provvedimenti piuttosto importanti e di bloccare lo sport lombardo.

Il caso più eclatante, scaturito dalla scelta dei consiglieri di centrodestra di riversarsi alla presentazione del proprio candidato, è quello della VII Commissione Cultura, istruzione e sport. Si è riunita questo pomeriggio alle 14, come da prassi, e, dopo aver espresso il parere, con discussione e confronto con l’assessore Cappellini presente, al Programma operativo per la cultura per il 2018, ha dovuto attendere i consiglieri assenti e le 16.43 per veder passare la proposta di atto amministrativo, che richiedeva proprio un voto, per la proroga delle Linee guida e priorità di intervento per la promozione e la pratica motoria e dello sport in Lombardia nel triennio 2015-2017.

La maggioranza, non garantendo il numero legale, rischiava di far saltare i bandi e i contributi per le manifestazioni sportive per l’anno 2018. Un disastro che avrebbe bloccato molto attività già programmate e messo a rischio i bilanci di molte società.
Per evitare il peggio si è precipitato in commissione anche l’assessore Rossi, che ha avuto il suo daffare per convincere i consiglieri di maggioranza ad abbandonare la riunione delle Stelline, il noto centro congressi di corso Magenta, proprio al momento dell’arrivo dei pasticcini corredati dal nome del candidato Fontana.

Pur di andare a “baciare la pantofola” del candidato appena investito, il centrodestra trascura i suoi ultimi doveri a scapito delle attività e manifestazioni sportive più importanti della regione.
Di fronte alle richieste dei funzionari dell’assessorato, preoccupati dalla possibilità che non ci fossero i tempi tecnici, i consiglieri di maggioranza presenti hanno pure avuto il coraggio di chiedere a noi della minoranza di garantire presenze e voti. In ballo non c’era un favore tra amici, ma la credibilità della maggioranza che ha sostenuto Maroni, secondo uno stile di governo che ha caratterizzato tutta la legislatura e che è ora di cambiare.

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