Giorgio Gori inizia la corsa per la Lombardia

18 novembre 2017 di fabio pizzul

Lancio della campagna elettorale di Giorgio Gori per la Lombardia in un Auditorium LaVerdi quasi pieno.
Quasi tre ore di interventi coordinati da Anna Scavuzzo nelle vesti di conduttrice.
Solo parole, con un grande schermo a ristrasmettere le immagini degli intervenuti. Nessun video, nessun intermezzo musicale o altro. Una scelta di sobrietà ed essenzialità per un professionista della TV come Gori. Si punta sull’emotività nel raccontare la storia del candidato, che punta sulla concretezza nel suo intervento finale.
Una bella immagine (o forse un auspicio) di centrosinistra unito per la difficile partita contro Maroni e il centrodestra.
Qui di seguito qualche appunto sugli interventi.

Beppe Sala
Giorgio si prende un rischio personale, ma è di gran lunga il miglior candidato che ci possa essere. Non guardiamo al civismo solo nel momento elettorale. Non guardiamo ai sondaggi, ma stiamo vicino a Giorgio con tutto calore umano che oggi vediamo.

Ilaria Dalla Tana – già collaboratrice di Gori in Fininvest e a Magnolia
Ho trovato un capo che credeva in me e mi ha insegnato ad ascoltare gli altri. Tenacia e ottimismo, oltre all’ostinazione nel risolvere i problemi: questo ho imparato da Giorgio, che non ha mai chiuso la porta del suo ufficio.
Gioia di lavorare in squadra, anche questo ho imparato da lui.

Niccoló Carretta – il più giovane consigliere comunale di Bergamo
Gennaio 2014. Abbiamo creato Lab 3g e abbiamo lanciato una campagna elettorale per giovani in una città, Bergamo, che faticava a liberare le sue energie. Vogliamo una Lombardia che migliori la vita dei suoi cittadini, nessuno escluso. Servono metodo Gori e modello Bergamo.

Sergio Gandi – Vice sindaco Bergamo
Sono partito con pregiudizi su Gori, ma poi ho capito le sue potenzialità. Giorgio non ha timore delle sfide e di affrontarle. Abbiamo sempre cercato di essere innovativi e di arrivare per primi.

Anna Scavuzzo – Vicesindaco di Milano
La differenza la fa la determinazione a lavorare anche sulle cose difficili per raddrizzarle. Giorgio non ha paura della leadership e di esercitare il potere. Non impone la sua leadership, ma lo fa con autorevolezza. Dobbiamo tornare ad essere una regione che lavora assieme e coopera.

Emilio Del Bono – sindaco di Brescia
Sono orgoglioso del fatto che ci sia uno di noi che corre: le città corrono, la regione sta ferma. Maroni e Gori rappresentano questa differenza: Maroni frena, Gori innova. La regione si occupa di cose che non le competono. Giorgio dovrà rappresentare un tema: la lotta al centralismo regionale per promuovere le autonomie locali.

Gad Lerner
Alcuni buoni motivi di sinistra per appoggiare Gori. Mi piace il modo in cui ha realizzato un grande progetto professionale, ma ha saputo darci un taglio. Mi piace la sua autonomia dal renzismo e la sua accessibilità. Mi piace anche il suo coraggio sull’accoglienza degli immigrati. Gori sa bene però che la campagna elettorale sarà una prova di umiltà, si pensi a Sesto San Giovanni e alle persone che sono arretrate, anche in Lombardia. Dobbiamo riconciliarci con i settori più fragili e precari. Auguro che la Lombardia possa diventare un modello nazionale di unità per la sinistra.

Maurizio Carrara – presidente comitati Gori
Tutte le nostre iniziative non si fanno senza soldi. C’è la campagna “Accendi la Lombardia; sostieni Gori presidente”. Campagna sarà trasparente on line.

Pia Locatelli – deputata PSI
Giorgio faceva parte dei collettivi studenteschi socialisti al liceo. Pubblicavano un giornale, “il morbillo”, per portare puntini rossi in una provincia tutta bianca. Fu licenziato da Feltri a “Bergamo oggi” sono convinta che la motivazione fu perché voleva scrivere di mafia a Bergamo. Gori ha fatto il servizio civile occupandosi di temi ecologici. Per diventare sindaco di Bergamo ha lavorato molto e da sindaco ha da subito lavorato contro l’azzardo per i temi dell’immigrazione. È un laico e un riformista e lo è sempre stato.

Piero Bassetti
Qualche volta ho menato buono, oggi ero seduto tra Sala e Pisapia, e vorrei menare buono a Gori. Se vogliamo dare alla Lombardia un futuro diverso, dobbiamo costruire una maggioranza convincendo la conservazione, molto diffuda, a puntare al nuovo che Gori rappresenta. Bisogna mantenere la Lombardia a un livello globale, ma anche affrontare i suoi drammatici problemi sociali, dai giovani ai vecchi. Le lombardie profonde sono esposte a rischi di regressione, dobbiamo cambiare, ma in Lombardia non è facile cambiare. Dobbiamo svegliare la Lombardia dal rischio regressione (sovranismo) per spiegare alla pancia della regione, che oggi tira a campare, che cambiare è l’unica condizione per sopravvivere. I partiti non hanno più la forza di saper comporre le tensioni e le differenze. Bisogna comporre le fragilità e le fatiche con la novità per promuovere la cura delle fragilità. Serve civismo vero e non di copertura delle liste dei partiti.

Giuliano Pisapia
La prima sfida è vinta ed é l’Auditorium pieno. É una sfida difficile, ma possibile. Da stasera, pancia a terra in tutto il territorio della Lombardia. In 20 anni la regione è arretrata, dobbiamo essere presenti dappertutto per restituire alla Lombardia la sua storia. Ci sono ricchezze sociali enormi che aspettano il cambiamento. Dobbiamo essere noi tutti a dire ai cittadini lombardi di andare a vedere quello che aveva promesso Maroni e non ha fatto. Per i pendolari, per l’ambiente, per il dialogo religioso… Che cosa ha fatto? Ci saranno momenti difficili, in questi giorni ne stiamo vivendo uno e faccio appello a Mdp e all’intera sinistra perché si ritrovi unità. Oggi mi ha chiamato il professor Prodi per incoraggiarmi nell’andare avanti per promuovere l’unità della sinistra.

Alessandro Alfieri
Grazie a tutti coloro che si spendono per la politica. Condividiamo la tenacia di perseguire l’unità. Non c’è volto moderato della Lega, Maroni è Salvini. Manteniamo il modello plurale e largo del centrosinistra lombardo. Abbiamo l’ambizione di influenzare il livello nazionale. Dico agli amici di Mdp che gli avversari non sono in questa sala. C’è una Lombardia che ha ripreso a correre, ma ci sono anche gli esclusi e i fragili, sempre più impauriti: c’è una forte domanda di protezione che non possiamo lasciare in mano alla Lega. Abbiamo un candidato forte, autorevole e coraggioso, Giorgio Gori. Obiettivo é uno solo: vincere in Lombardia.

Giorgio Gori
Un grande grazie per tutti. É un onore poter iniziare questa sfida. In questi mesi ho girato molto e ho capito tre cose: dobbiamo dare una rotta e una visione alla Lombardia, esistono idee ed energie per fare bene e siamo in grado di farlo, non molti sanno che cosa fa la regione, é un’entità un po’ astratta. Ma la regione fa tante cose e incide nella vita quotidiana di tutti noi. La regione conta. Ci consoliamo pensando che altre regioni stanno peggio, ma non possiamo accontentarci e dobbiamo guardare all’Europa. Ci sono tante diseguaglianze e in tanti campi non teniamo il passo dell’Europa. Abbiamo grandi energie e capitali sociali, ma nessuno ci guida. Dobbiamo pensare a politiche di bacino ampio, di sviluppo multipolare e armonico con Milano che rimanga in relazione con le altre piattaforme produttive. In questi anni ci si è dimenticati della Lombardia, non si valorizzano le differenze anche territoriali, che sono la forza della regione.
Vorrei evitare che la trattativa con Roma possa diventare l’alibi per mascherare il fallimento di questi anni.
È importante smontare le promesse e le balle, ma bisogna lavorare sodo per farlo.
Obiettivo é uno sviluppo che tenga insieme crescita e coesione sociale. Vogliamo una Lombardia all’avanguardia, ma che cresca tutta. Vogliamo uguaglianza dei punti di partenza. Non deve essere determinante la condizione di nascita. Senza una visione inclusiva sprechiamo un sacco di energie. La povertà esiste in questa regione e faremo qualcosa, al fianco del Governo, mettendo risorse regionali.
C’è un sacco di lavoro da fare e lo faremo noi.
Ai giovani vorrei dire che c’è futuro oltre gli stage e questo si chiama lavoro.
Lavoro in Lombardia significa manifattura, ma al momento non la si sta promuovendo. Dobbiamo proporre valore aggiunto e fare meglio degli altri.
La competitività dei territori dipende dalle infrastrutture e dalla sostenibilità ambientale e su questo siamo in grave ritardo, come ben sanno i pendolari. Bisogna fare un grande investimento sui trasporti ferroviari, dopo che la Pedemontana é il simbolo del fallimento di questi anni.
L’economia della sostenibilità é un grande progetto per questa regione e per la qualità della vita della gente che ci abita. Serve un’economia circolare che ci renderá più competitivi.
La Lombardia deve essere molto più verde.
Il nostro progetto è il lavoro, creare piena e buona occupazione. Lo faremo con un grande patto per il lavoro in tutti i territori, facendolo nascere dal basso.
Il lavoro delle donne é obiettivo fondamentale e la Lombardia è ancora indietro. Precarietà e barriere di accesso al lavoro delle donne portano al tema demografico, una delle emergenze di questi anni.
Sul fronte immigrazione la Lombardia ha dato il peggio di sè: i sindaci sono stati lasciati soli. Non sono entusiasta dell’accoglienza fatta in Italia, non é equilibrata. Regione può metterci del suo: accogliere non è parcheggiare per mesi. È un disastro per chi arriva e per la percezione dell’opinione pubblica. Pendo si debba cominciare a fare formazione a chi arriva e formazione al lavoro. Tutto questo può organizzarlo la regione e così creare sicurezza, ovvero coesione e socialità. Lo sprar deve diventare la regola così come i rimpatri volontari assistiti. Non voglio giocare in difesa la partita dell’immigrazione, perché la battaglia per la legalità e la sicurezza ce la intestiamo noi. Governare i fenomeni e trovare soluzioni, questo serve.
La sicurezza é un tema molto sensibile e dobbiamo farcene carico. Regione può incentivare gestioni associate delle polizie locali e consentire di superare le carenze di organico.
Per le donne: potenziamento? servizi per infanzia, welfare aziendale, politiche per la non autosufficienza (400.000 persone di cui solo 60.000 in rsa, 130.000 con badante, ma il resto è a carico delle famiglie e soprattutto delle donne).
La sanità lombarda ha molti aspetti positivi e il modello va conservato, ma la componente pubblica non va penalizzata. Il punto debole è la rete di medicina territoriale oggi non integrata con assistenza domiciliare. La croicità consuma l’80% delle risorse, anche negli ospedali, e su questo bisogna intervenire. Non si può ospedalizzare la cronicità. Con la riforma, nonostante buone premesse, ad oggi è fatto un gran pasticcio. Stop allo scandalo delle liste di attesa.
Manterremo noi le promesse che non ha mantenuto Maroni.
Faremo due cose: prevenzione e cure dentistiche gratuite ai bambini.
Infine due questioni di metodo.
La laicità: basta scritte sul palazzo e basta negazione dei diritti. I cittadini sono tutti uguali.
La legalità: sarà il metodo di ogni azione. Non é scontato ripeterlo perché la mafia é un cancro in Lombardia.
Serve impegno di tutti.
La coalizione ci restituisce forza progettuale e credibilità, ma dobbiamo recuperare la fiducia dei cittadini nella buona politica.
Abbiamo già 200 comitati aperti a tutti.
Fate la vostra parte, divertitevi, entusiasmatevi.

Un commento su “Giorgio Gori inizia la corsa per la Lombardia

  1. ALESSANDRO GARAVAGLIA

    Giorgio Gori ha parlato in maniera concreta e pragmatica, senza deviare, dei vari aspetti e problemi che vi sono oggi in Regione Lombardia avendo come minimo comune denominatore il welfare, facendo leva come perno sulla condizione femminile e per converso sui problemi dell’anziano che per la maggior parte gravano sulle donne che sono costrette a lasciare il lavoro. iInfatti-come ben testimoniato dall’intervento del dott. Gori-le RSA e gli altri supporti non sono in grado di soddisfare l’elevato bisogno di assistenza. E poi i problemi della sanità lombarda, con i lunghi tempi per l’espletamento delle prenotazioni sul delicato teme delle visite mediche, l’intasamento dei pronti soccorso, l’assenza della medicina generale di base sui territori. Girogio Gori è un ottima persona, un costruttore di competenze ed un grande regista per i suoi collaboratori, come ha ben rappresentato il primo intervento fino a toccare il culmine con l’intervento della sig.ra Locatelli. Un bell’inizio quello di sabato pomeriggio scorso, il mio augurio è continuare con questo metodo, parlare della Lombardia. E Giorgio Gori è la persona adeguata per raccontarla , ha una conoscenza minuziosa del territorio di una delle Regioni più importanti in Europa. E merita tutto il nostro appoggio e il nostro lavoro perchè nelle elezioni prossime possa essere il candidato Presidente che arrivi a essere il nuovo “timoniere” di Palazzo Lombardia.

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