Voto in Sicilia: qualche banale impressione a caldo

6 novembre 2017 di fabio pizzul

Gli elettori siciliani hanno scelto.
Anzi, meno della metà degli elettori siciliani ha scelto (affluenza 46,76%).
L’affermazione del Movimento 5 Stelle è netta: ha raddoppiato i consensi ed è il primo partito dell’isola.
Ma la vittoria va al candidato di un centrodestra che si è presentato compatto.

A quanto si capisce, l’Assemblea Regionale Siciliana non avrà una maggioranza utile a governare.
C’è un altro dato che deve far riflettere: tutti i candidati presidenti ottengono più voti rispetto alle liste che li sostengono, con l’eccezione di Fabrizio Micari, candidato del PD e di Ap, che ha ottenuto molti meno voti dei partiti che lo hanno sostenuto (chiaro segnale di disagio degli elettori, fedeli alla propria appartenenza, ma non convinti della proposta per la Sicilia).
Il Pd subisce una netta sconfitta, anche se il dato percentuale non è molto diverso rispetto a quello delle elezioni regionali di 5 anni fa.
Il candidato di sinistra, Claudio Fava, non decolla e, come detto, la sua lista fa addirittura peggio di lui, nonostante partisse con l’ambizione di superare il PD.
Un dato è certo: chi si presenta diviso perde.
Era accaduto cinque anni fa al centrodestra, accade oggi al centrosinistra i cui elettori credo siano stufi di divisioni e distinguo che interessano solo a dirigenti e giornali. Le polemiche e i reciproci anatemi servono solo a far vincere gli altri.
Chi puntava al disastro del centrosinistra in Sicilia per mettere in difficoltà Renzi ha ottenuto un risultato evidente: riconsegnare l’isola al centrodestra.
Lo stesso Renzi, che pure si è tenuto lontano dall’isola, non può far finta che nulla sia accaduto e deve chiedersi come poter riaccendere i motori di un partito che molti ormai descrivono come un barcone alla deriva. La realtà è sicuramente diversa, ma l’idea che passa nell’opinione pubblica allargata è ormai questa.
Lascio ad altri più avveduti commentatori le analisi più corrette ed approfondite e dico solo che, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali nazionali e regionali dobbiamo porci almeno due obiettivi: smetterla di litigare e recuperare almeno una parte di coloro che oggi come oggi non voterebbero.
Mission impossible?
Se, come si è visto dai primi commenti sulle elezioni siciliane, il problema è sempre e solo quello di dare la colpa agli altri, forse sì.

2 commenti su “Voto in Sicilia: qualche banale impressione a caldo

  1. Pingback: Pizzul sul voto siciliano: il PD deve prendere atto, basta dare la colpa agli altri – La Scommessa

  2. Alessandro Radaelli

    a mio parere reale mission impossibile. se la missione di cui parli è quella di una unità a sinistra il passato ci ha dimostrato come le “unioni” elettorali siano perdenti… la vision e il progetto politico troppo distante ( da ricordare i molti che a sinistra hanno votato No al referendum costituzionale).
    La strada giusta era quella del partito a vocazione maggioritaria… ma purtroppo come già con Veltroni troppa paura dei dirigenti per portare avanti con convinzione il progetto.

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