La nuova legge elettorale approvata al Senato

26 ottobre 2017 di fabio pizzul

Il Senato ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale per la Camera e il Senato.
Vi riporto qui di seguito la descrizione della legge curata dal Servizio Studi del Senato.

La legge delinea un sistema elettorale ‘misto’, miscelando una componente maggioritaria uninominale ed una proporzionale plurinominale.
L’assegnazione di 232 seggi alla Camera (comprensivi di 1 collegio in Valle d’Aosta e 6 collegi in Trentino Alto-Adige) e di 116 seggi al Senato (comprensivi di 1 collegio in Valle d’Aosta e 6 collegi in Trentino-Alto Adige) è effettuata in collegi uninominali, in cui è proclamato eletto il candidato più votato.
L’assegnazione dei restanti seggi (ferma la specificità della disciplina per i seggi della circoscrizione Estero) avviene in collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che abbiano superato le soglie di sbarramento.
Vi sono proclamati eletti i candidati della lista del collegio plurinominale secondo l’ordine di presentazione, nel limite dei seggi cui la lista abbia diritto.
La legge così dismette lo strumento del premio di maggioranza (presente nella legge n. 270 del 2005, tuttavia colpito da declaratoria di illegittimità incostituzionale per l’assenza di una “ragionevole soglia di voti minima per competere all’assegnazione del premio”, ebbe a rilevare la Corte costituzionale; nonché nella legge n. 52 del 2015, e sopravvissuto alla declaratoria di incostituzionalità che ha travolto il secondo turno di ballottaggio lì previsto).
La legge ripristina una configurazione ‘mista’ del sistema elettorale, la quale fu vigente altresì tra il 1993 e il 2005. Tuttavia diversa è la composizione del mix di maggioritario uninominale e proporzionale plurinominale.
La cosiddetta ‘legge Mattarella’ si ebbe la prevalenza della componente maggioritaria uninominale (pur con il temperamento allora costituito dal cd. ‘scorporo’, totale per il Senato, parziale per la Camera dei deputati), impiegata per l’assegnazione del 75 per cento dei seggi.
Adesso di contro si prospetta, da parte del disegno di legge, la prevalenza della componente proporzionale plurinominale, giacché l’altra maggioritaria uninominale complessivamente vale per l’assegnazione del 36,8 per cento dei seggi.

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