La Lombardia per il commercio equo e solidale

20 settembre 2017 di fabio pizzul

Buone notizie per il commercio equo e solidale in Lombardia.
A due anni dall’approvazione della legge regionale lombarda n. 9/2015 “Riconoscimento e sostegno delle organizzazioni di commercio equo e solidale”, fortemente sostenuta dal Gruppo Consiliare PD, segnalo che è attivo il secondo bando che finanzia iniziative promosse dalle organizzazioni ed è stato dato avvio, da pochi giorni, alla campagna di comunicazione sul commercio equo.
Nei prossimi giorni, dal 22 al 24 settembre, si terrà presso la Fiera di Osnago (LC) il Festival Nazionale del Commercio Equo e Solidale.

Tuttaunaltracosa 2017 – Programma

Ricordo che le risorse regionali rese disponibili con il bando 2017-2018 sono pari a € 290.000 complessive, di cui € 140.000 sul bilancio 2017 e € 150.000 sul bilancio 2018.
Le domande di contributo dovranno essere presentate entro le ore 16.00 di giovedì 28 settembre 2017 a Unioncamere Lombardia, esclusivamente tramite il Portale webtelemaco.infocamere.it. (Il manuale per la profilazione, la presentazione della domanda e il video tutorial sono disponibili sul sito di Unioncamere Lombardia alla sezione “bandi – contributi alle imprese”).

Per quanto riguarda invece la campagna di comunicazione, tra gli strumenti è ora disponibile il sito, raggiungibile all’indirizzo www.equoinlombardia.it, che contiene tra i contenuti anche una sezione dedicata alle botteghe, ed una Pagina Facebook, raggiungibile dallo stesso sito (icona in alto a destra in homepage) oppure al seguente indirizzo https://www.facebook.com/Equoinlombardia/, con l’invito a contribuire con noi a darne la massima diffusione e ad arricchirla di contenuti, segnalando ad esempio ad Unioncamere Lombardia eventuali altri riferimenti di botteghe, così da integrare l’elenco al momento disponibile.

Sono convinto che il commercio equo e solidale vada promosso e sostenuto e sia una strada utile per tentare di scalfire meccanismi commerciali che troppo spesso passano sopra la testa delle persone penalizzando soprattutto i produttori dei paesi più poveri.

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