“Ius soli” ed “Ero straniero” due sfide necessarie

15 settembre 2017 di fabio pizzul

L’immigrazione è forse il tema più caldo del dibattito pubblico italiano.
Sul tema dell’immigrazione si giocherà probabilmente l’esito delle prossime elezioni.
Il PD in questi anni ha pagato il fatto di non avere una linea chiara o, per lo meno, una posizione semplice da spiegare.
In questi giorni si è sollevata l’ennesima polemica sullo ius soli: i giornali hanno annunciato che il PD ha abbandonato l’idea di approvarlo entro la fine della legislatura. Da lì sono nate posizioni molto diverse, con la rappresentazione di un PD (qualcuno direbbe come sempre) diviso e litigioso.

In effetti gli accenti sono stati diversi, ma credo che nessuno nel PD creda che l’approvazione dello ius soli non sia necessaria. Il problema è come e quando. C’è chi crede che sia necessario il coraggio di forzare la mano e di verificare, in tempi brevi, se il Parlamento ha o meno i numeri per approvare lo ius soli. C’è chi sostiene che non sia saggio accelerare per vedersi bocciare la proposta.
Entrambe le posizioni hanno le loro ragioni, ma io credo che il messaggio che debba passare è che lo ius soli è un passo necessario per l’Italia.
Ecco perchè, se mi chiedete chi mi ha più convinto negli ultimi giorni, io vi rispondo Delrio e Prodi.
Sono convinto che sullo ius soli siamo di fronte a un grande equivoco: la sua associazione con la questione dei migranti e degli sbarchi è quanto di più lontano dalla realtà possa esistere. Ci stanno raccontando che con l’approvazione dello ius soli metteremmo in pericolo la nostra sicurezza o la nostra identità, oppure che favoriremmo una sostituzione etnico culturale pianificata a favore dell’Africa e dell’islam. Esattamente il contrario di quello che è in realtà: una dimostrazione della forza attrattiva e della capacità di integrazione dell’Italia. Per tacere dei possibili vantaggi di carattere sociale ed economico.
Una posizione del genere farà calare il PD nei sondaggi? Forse sì, nel breve periodo, ma i sondaggi devono aiutare a costruire un percorso e a tarare la propria attività; non possono diventare la ragione del proprio fare politica.
Sull’immigrazione ci vuole realismo, non allarmismo; coraggio, non paura. Anche e soprattutto in politica.
Sì allo ius soli, dunque. Nei tempi e con i modi che saranno più opportuni.
E sì anche alla revisione della Bossi Fini.
A questo proposito, vi invito, se non lo avete ancora fatto, a firmare per la campagna “ero straniero”.

La campagna

Un commento su ““Ius soli” ed “Ero straniero” due sfide necessarie

  1. Alessandro Radaelli

    condivido nella sostanza la necessità di approvazione immediata dello Ius Soli come sostanzialmente espresso coralmente da tutto il PD in maniera compatta ed in particolare dal segretario. Non condivido la sottolineatura su Del Rio perché essendo lui al governo è nella posizione di mettere la fiducia sul provvedimento.
    avrei evidenziato come il problema siano le destre inclusi i grullini e le forze di centro che si sono sfilate per paura di perdere consensi.
    purtroppo altro elemento che è da evidenziate è che se i numeri al Senato non ci sono dipende dagli esiti delle elezioni del 2013 perse da Bersani e Letta… elementi questi ultimi da rammentare anche al professor Prodi che ogni tanto pare dimenticarlo…

    Replica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *