La Lombardia non ha ancora un’anagrafe vaccinale unificata

8 settembre 2017 di fabio pizzul

Regione Lombardia ha un’anagrafe vaccinale funzionante e completa?
E la domanda che il PD ha posto oggi alla Giunta in merito al rispetto della legge nazionale che prevede l’obbligo di vaccinazione per i bambini dagli 0 ai 6 anni.

L’assessore Gallera ha risposto dicendo che in Lombardia non ci sono problemi, visto che sono già stati consegnati oltre 100mila certificati vaccinali secondo modalità diverse.
Ci sono state, a due giorni fa, 21 richieste di appuntamento su circa 30.000 bambini inadempienti e c’è da credere che tutti coloro che vogliano mettersi in regola possano farlo.
L’assessore Gallera ha rivendicato il fatto che con la circolare del 1° settembre il Governo ha fatto sue le richieste di semplificazione proposte da Regione Lombardia.
La Lombardia ha scelto di non inviare i certificati alle famiglie per risparmiare: il costo sarebbe stato intorno al milione e mezzo di euro.
Esiste un’anagrafe complessiva presso ogni ex ASL, ha poi detto l’assessore, manca però ancora un sistema di consultazione globale regionale. Ci si sta ancora muovendo per acquisire un applicativo da Regione Veneto. Nel corso del primo semestre del 2018 si provvederà a diffondere il software in tutte le ASST regionali, ad oggi il sistema prevede ancora una consultazione manuale presso ogni ASST.
L’assessore ha ricordato come la vera semplificazione sia lo scambio diretto dei dati tra ASST e scuole, ma per ottenere questo è necessaria l’approvazione di una legge regionale che modifichi le modalità di gestione dei dati con attenzione alla privacy.
Attendiamo la proposta di legge per la semplificazione delle procedure, che come PD non mancheremo di sostenere, se sarà davvero utile ed efficace.
Per quanto riguarda il risparmio, forse si poteva agire in questo senso anche per quanto riguarda il referendum dell’autonomia.
Sottolineo, infine, come la Lombardia sia ancora molto in ritardo su un tema come quello dell’anagrafe vaccinale unica: bene che ci si muova per ottenerla, ma l’eccellente Lombardia, anche in questo caso, si dimostra in ritardo e non ancora in grado garantire ai cittadini servizi in linea con le tecnologie attualmente a disposizione.

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