Crisi in Medio Oriente: continuare a sperare

26 luglio 2017 di fabio pizzul

Negli ultimi giorni è salita la tensione in Medio Oriente, soprattutto dopo gli scontri nella Spianata delle Moschee e l’attacco all’ambasciata israeliana di Amman, in Giordania. Dopo i segnali di distensione che hanno trovato il loro punto simbolicamente più alto nella preghiera promossa da Papa Francesco in Vaticano del giugno 2014 con i leader israeliano Peres e palestinese Abu Mazen, in questi giorni la situazione pare di nuovo precipitare. E la comunità internazionale pare distratta e impotente.
In questa situazione carica di tensione, credo opportuno rilanciare un messaggio di speranza utilizzando parole dell’Amministratore Apostolico di Gerusalemme e già Custode di terra Santa, padre Pizzaballa.

Per superare questa crisi (…) e per poter parlare di futuro è necessario riannodare i fili delle relazioni tra le varie comunità e cercare di individuare almeno dei tratti comuni, per non dare vita invece a narrative completamente distinte, se non antitetiche.
Musulmani, cristiani ed ebrei, infatti, resteranno nel Medio Oriente. La crisi attuale non distruggerà le diverse comunità. Il loro destino non cambierà: saranno nuovamente costrette a confrontarsi le une con le altre. I cristiani dovranno necessariamente realizzare il loro futuro insieme a tutte le altre comunità religiose, in particolare quelle islamiche, con le quali continueranno a convivere. Il dialogo con l’islam non è un “lusso” da intellettuali, ma una necessità. (…)
non è sufficiente dunque dire che bisogna arrestare la persecuzione dei cristiani: è non solo necessario fermare il corso attuale di cancellazione di tutte le differenze esistenti in nome di una “purità” religiosa e sociale – nel nome cioè di un modello particolare di Islam – me è indispensabile anche modificare il clima di allontanamento, sospetto e pregiudizio che si sta creando tra le molteplici componenti religiose del Medio Oriente.
(Pierbattista Pizzaballa, Il potere del cuore, Edizioni Terra Santa, 2016, pgg. 154-155)

Le parole che avete letto risalgono al 2015, ma hanno una grande attualità.
Quanto accade in Medio Oriente troppo spesso pare non riguardarci, eppure dall’instabilità di quello scenario derivano moltissimi dei problemi che, attraverso il Mediterraneo, giungono fino a casa nostra. Per i cristiani, poi, quello che accade a Gerusalemme e in Terra Santa assume un rilievo anche dal punto di vista spirituale; per questo, come ci ha testimoniato papa Francesco, anche la preghiera è una strada che non va abbandonata e che consente di superare ostacoli apparentemente insormontabili.

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