Stabile la povertà in Italia. Servono misure strutturali

14 luglio 2017 di fabio pizzul

Sono quasi 5 milioni i poveri nel nostro Paese, almeno quelli rilevati dall’Istat che pubblica i dati del 2016, con 1 milione e 619mila famiglie residenti in condizione di povertà assoluta, per un totale di 4 milioni e 742mila individui. Rispetto all’anno precedente poco è cambiato. I dati ISTAT consentono qualche riflessione sugli elementi sociali che portano alla povertà e indicano come più che mai urgente il rafforzamento delle politiche strutturali di lotta alla povertà. Il REI (reddito di inclusione) è certamente un buon primo passo che va però rafforzato.

L’incidenza della povertà assoluta sale al 26,8% dal 18,3% del 2015 tra le famiglie con 3 o più figli minori, coinvolgendo nel 2016 137mila 771 famiglie e 814mila 402 individui. La condizione di povertà aumenta anche fra i minori, da 10,9% a 12,5%.
Rispetto al 2015, le famiglie residenti nei comuni delle aree metropolitane vedono migliorare la propria condizione, con un’incidenza di povertà assoluta che si porta a 4,9% da 7,2%; questo accade soprattutto per le famiglie dei grandi centri del Nord (5,5% dal 9,8% del 2015). Per i comuni di dimensione più ridotta, invece, l’incidenza quasi raddoppia rispetto al 2015 (dal 3,3% al 6,4%).
Nel 2016 l’incidenza di povertà assoluta risulta più contenuta, e al di sotto del valore medio, tra le famiglie di soli italiani (4,4%). Viceversa, si attesta su valori molto elevati tra le famiglie con componenti stranieri: 25,7% per le famiglie di soli stranieri, che riportano valori superiori al 20% in tutte le ripartizioni, con il Mezzogiorno a sfiorare addirittura il 30%. Per le famiglie miste il valore dell’incidenza è pari a 27,4%, con una crescita più accentuata nel Nord (da 13,9% a 22,9%)
Nel report “La povertà in Italia” relativo al 2016, l’Istat rileva quindi una particolare difficoltà nelle famiglie con la persona di riferimento operaio o alla ricerca di occupazione.
Anche la povertà relativa nel 2016 risulta stabile rispetto all’anno precedente: riguarda il 10,6% delle famiglie residenti (10,4% nel 2015), per un totale di 2 milioni 734mila, e 8 milioni 465mila individui, il 14,0% dei residenti (13,7% l’anno precedente).
In generale la povertà è più diffusa tra le famiglie con 4 componenti (17,1%) o 5 componenti e più (30,9%).
La povertà relativa colpisce di più le famiglie giovani: raggiunge il 14,6% se la persona di riferimento è un under35 mentre scende al 7,9% nel caso di un ultra sessantaquattrenne
L’incidenza di povertà assoluta diminuisce al crescere del titolo di studio della persona di riferimento: 8,2% se ha al massimo la licenza elementare; 4,0% se è almeno diplomata.

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