La Lombardia? Grazie a Maroni è solo 41^ in Europa.

6 luglio 2017 di fabio pizzul

La Lombardia ci viene spesso raccontata come una delle prime regioni d’Europa dal punto di vista economico e produttivo. Se il confronto avviene con le altre regioni italiane, non c’è gara, ma sul piano europeo gli ultimi anni sono stati tutt’altro che positivi per la regione. Lo rivela l’annuale rapporto che la Banca d’Italia dedica alle diverse economie regionali.

Nel Rapporto si legge: “L’andamento del PIL ha contribuito a determinare un arretramento della Lombardia rispetto ad altre aree europee a più alto reddito anche in termini di PIL pro capite”.

PIL Lombardia

Nel 2015 (ultimo anno per il quale il dato è disponibile) la regione, insieme all’Alto Adige, figurava ancora nel gruppo delle aree più sviluppate della UE, ovvero quelle regioni con un PIL pro capite superiore del 25 per cento rispetto a quello medio dell’Unione. La Lombardia fatica però a restare agganciata a questo gruppo, visto che si piazza al quarantunesimo (41°) posto e con un livello di reddito appena superiore alla soglia minima di appartenenza al gruppo.
Quindici anni fa, nel 2000, la Lombardia era nelle prime venti posizioni e altre nove regioni italiane appartenevano al gruppo.

Il prodotto per addetto in Lombardia ha segnato il passo tra il 2001 e il 2008; durante la crisi è fortemente diminuito e, sommato al calo del tasso di occupazione, ha determinato una  riduzione del PIL pro capite. Nel periodo più recente vi sono stati segnali di recupero della produttività in regione, ma molto deboli rispetto al gruppo di confronto delle aree più sviluppate.

Che dire?
Evidentemente la “cura Maroni” non è stata così efficace per la Lombardia. Anzi, ha contribuito ad allontanare la nostra regione dal gruppo delle zone più sviluppate e produttive dell’Europa.

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