Pedemontana: un “fallimento” lombardo

28 giugno 2017 di fabio pizzul

La Procura di Milano ha presentato richiesta di fallimento per la società autostradale Pedemontana, controllata dalla società autostradale Serravalle (a sua volta sotto il controllo di Regione Lombardia) e partecipata da Intesa San Paolo, Unione di banche italiane e, per una piccola quota, da Bau Holding Beteiligungs.

Il valore dell’opera, il più grande Project financing italiano, è di 5 miliardi. La società può contare su 1,2 miliardi di contributi pubblici (di cui 800 già utilizzati), 450 milioni tra equity e prestito subordinato, 200 milioni di prestito ponte.
Al momento sono stati realizzati il primo e secondo lotto oltre alle tangenziali di Como e Varese. Il secondo lotto è stato aggiudicato all’austriaca Strabag, con cui la società ha avviato peraltro un contenzioso sulla richiesta di extracosti. L’opera è stata realizzata per un terzo del suo tracciato e ora mancano i fondi per proseguire nella sua costruzione. Ce ne vorrebbero almeno altri 3 miliardi, ma dal Governo è stato ribadito che il miliardo e 200 milioni messi a disposizione avrebbero dovuto essere sufficienti per l’intero progetto.
Maroni continua a dichiarare che la Pedemontana verrà completata, ma la continuità aziendale pare ormai compromessa, come suggerisce anche la richiesta della Procura di Milano. I debiti supererebbero il 70% delle disponibilità finanziarie e non ci sarebbe un piano credibile per proseguire nell’attività.
Non so quali saranno le decisioni della magistratura. Di certo, la vicenda per Maroni è un bel problema e si profila come una clamorosa sconfitta: quello che doveva essere uno dei fiori all’occhiello della Lombardia sta diventando una grande incompiuta e con costi astronomici. Alla faccia della maggiore autonomia da chiedere a Roma, ma dove vogliamo andare se non riusciamo a gestire neppure ciò che era già in capo alla regione?

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