CEME Carugate: in regione si parla dei 97 licenziamenti

15 giugno 2017 di fabio pizzul

Movimentata audizione (così si chiamano gli incontri con invitati esterni) questa mattina in Commissione Attività Produttive sulla vicenda della CEME di Carugate. L’azienda, rappresentata dall’amministratore delegato Zecchi, ha ribadito la scelta irrevocabile di chiusura dello stabilimento carugatese. I sindacati hanno chiesto, da parte loro, il ritiro della procedura di licenziamento collettivo dei 97 dipendenti per poter intraprendere un confronto.

La commissione non è certo la sede per una trattativa sindacale, ma l’incontro è stato importante per ribadire come le istituzioni, senza mettere in discussione la libertà imprenditoriale, non possono rimanere inerti rispetto alle conseguenze sociali dei licenziamenti.
I lavoratori di CEME erano presenti all’esterno del Pirellone per manifestare il proprio sconcerto di fronte alla decisione improvvisa della proprietà, dopo che da febbraio a maggio avevano addirittura lavorato su turni che comprendevano anche il sabato, quindi con l’utilizzo di straordinari, per un picco di lavoro. Poi, improvvisamente, il 5 giugno, l’arrivo via mail della lettera con la procedura di licenziamento collettivo.
L’amministratore delegato, nonostante la disponibilità sottolineata in commissione di sottoporre all’azienda le misure che la Lombardia mette a disposizione per accompagnare l’innovazione e le ristrutturazioni aziendali, ha ribadito la decisione irrevocabile di chiudere lo stabilimento di Carugate, adducendo, con un’evidente caduta di stile (per usare un eufemismo), problemi di produttività legati anche all’atteggiamento dei lavoratori.
La Commissione IV, senza distinzioni di schieramento, ha ribadito la necessità di prendere in seria considerazione le conseguenze sociali della chiusura e ha auspicato che possa esserci dialogo costruttivo tra lavoratori e azienda.
I lavoratori, presenti numerosi, come dicevo, all’esterno del Pirellone, si sono dimostrati molto uniti e hanno detto che chiarezza che è loro intenzione provare fino in fondo a far cambiare idea all’azienda riguardo l’abbandono di Carugate.
Le parti mi sono sembrate molto distanti. Auspico comunque che nei prossimi giorni l’azienda possa riconsiderare la sua decisione. Anche di fronte alla determinazione compatta dei lavoratori.
Solo successivamente si aprirà la trattativa per l’accompagnamento dei lavoratori licenziati e l’impegno per la loro ri-collocazione, magari presso le aziende che già ora lavorano come terzisti per la CEME.

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