Sport a scuola: una sfida da rilanciare

29 maggio 2017 di fabio pizzul

Dopo qualche giorno, torno sul tema dello sport a scuola. Lo scorso 19 maggio ho coordinato un convegno al Pirellone in cui si è ribadita la necessità di investire sull’educazione fisica (o motoria) nella scuola: ci sarebbero enormi benefici in termini di prevenzione, salute e anche di rendimento scolastico. Nonostante in molti condividano queste riflessioni, si continua a rimanere fermi ad una situazione che non possiamo che definire imbarazzante, soprattutto nella scuola primaria o elementare.

In questi anni il CONI ha fatto supplenza, con progetti di alfabetizzazione motoria di vario genere, spesso finanziati (ed è un vero paradosso) con fondi del ministero dell’istruzione. Lo stesso presidente nazionale del CONI Malagò, ha recentemente ribadito in un’intervista radiofonica che l’attività fisica a scuola non rientra tra i compiti del Comitato Olimpico.
Un’insegnante di educazione fisica, dopo aver letto il resoconto del convegno, mi ha inviato alcune riflessioni che riassumo qui di seguito. Un contributo per una riflessione che deve proseguire.

Strutture, finanze, formazione permanente e aggiornamento vero oltre che una cultura di uno sport educativo sono sempre più carenti.
Anche i colleghi più motivati spesso nel tempo si demoralizzano e si trovano a vestire più gli abiti di “assistenti sociali” che di insegnanti.
Sicuramente -come da sempre si è detto- il punto primo da cui partire é la scuola elementare.
Bisogna cominciare a fare della vera educazione fisica lì.
E sottolineo la dicitura EDUCAZIONE FISICA non più in uso oggi.
La sensazione però è che non ci si muova mai…
Ci sono insegnanti più fortunati che possono essere parti di progetti di scuole molto particolari, all’insegna del connubio tra Vari Enti di promozione sportiva, CONI e scuola.
Tutto ciò però è fattibile unicamente aumentando ad almeno 4 le ore di scienze motorie (anche se ce ne vorrebbero 5).
Le famiglie sarebbero anche disposte a garantire un contributo per migliorare l’offerta.
Il grosso problema da risolvere è certamente la carenza delle strutture. Le palestre sono spesso inadeguate e fatiscenti, molte volte assenti o non sufficienti a coprire il monte ore orario di tutte le classi..
Sarebbe importante iniziare con il cambiamento dalle elementari, investendo su strutture e insegnanti formati.
Portiamo lo sport educativo nella scuola prima di tutto al mattino – nelle ore curriculari- e poi anche il pomeriggio con corsi e attività sportive.

Una scuola che torni davvero a promuovere l’attività fisica e lo sport è davvero un sogno così lontano?
Credo importante tenere viva la riflessione e anche promuovere le buone pratiche che già esistono e che potrebbero essere replicate; ricordiamo che l’autonomia scolastica concede margini di flessibilità nell’offerta formativa che spesso non vengono sfruttati fino in fondo. Un ruolo più rilevante dell’educazione fisica nel piano dell’offerta formativa sarebbe un bel segnale. Un tema da non lasciare solo ai licei sportivi, che, forse non a caso, stanno riscuotendo crescenti favori da parte delle famiglie.

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