Ottavia: terra e libertà

9 aprile 2017 di fabio pizzul

Venerdì scorso ero a Tirano per partecipare alla giornata inaugurale di Ottavia, un nuovo progetto della comunità Il Gabbiano. Il vecchio carcere mandamentale della cittadina valtellinese è stato acquisito, completamente ristrutturato e trasformato in un centro di accoglienza per tossicodipendenti, malati di AIDS e donne maltrattate. Una struttura impegnativa e innovativa che rilancia l’impegno della comunità con il riferimento a una delle città invisibili di Calvino, Ottavia. Una metafora accompagnata da due parole: terra e libertà. Parole importanti. Per la comunità e per l’intera Lombardia.

Questa è la base della città: una rete che serve da passaggio e da sostegno.
Così Italo Calvino descrive Ottavia e così intende proporsi la nuova struttura di accoglienza: una rete che favorisce il passaggio da situazioni problematiche a una non scontata normalità; una rete che sostiene vite segnate dalla fragilità e dalla sofferenza.
Ma vorrei soffermarmi sulle due parole che gli amici de Il Gabbiano hanno voluto associare ad Ottavia, terra e libertà.
Due parole che hanno a che fare con l’attività quotidiana della comunità e dei suoi ospiti, due parole che hanno molto a che fare con la Lombardia e il suo futuro.
La terra per Il Gabbiano è terra da recuperare, come sta facendo con vecchi vigneti abbandonati nei dintorni di Tirano che ora, con il lavoro degli ospiti della comunità, producono pregiato vino valtellinese.
La libertà è quella che Il Gabbiano intende restituire ai suoi ospiti, segnati dalle dipendenze e, spesso, dalla violenza. Quella stessa libertà che il vecchio carcere mandamentale sottraeva ai suoi ospiti, oggi Ottavia la restituisce.
Ma terra e libertà sono due parole che mi paiono significative anche per la Lombardia, soprattutto con la declinazione suggerita da Ottavia.
La terra è da anni simbolo identitario della Lombardia, una terra da difendere e occupare contro supposte invasioni fisiche o culturali.
La libertà è anch’essa simbolo della possibilità di autodeterminarsi e di vivere a pieno la propria individualità che diventa, spesso, individualismo.
Terra e libertà possono essere anche altro.
La terra può essere vissuta, abitata e condivisa. In questo modo suscita nuovi progetti e si apre a inedite collaborazioni e progetti.
La libertà può essere scoperta di strade nuove, recupero di relazioni e apertura alla condivisione.
Dalla paura del presente al coraggio del futuro.
Dalla difesa di presunte certezze, alla costruzione di nuovi progetti.
Dall’essere contro al lavorare per.
Parole sparse suggerite dalla nascita di Ottavia che mi paiono interessanti e preziose per l’intera Lombardia.

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