Carceri: un mondo ancora pieno di problemi

5 aprile 2017 di fabio pizzul

Un anno fa, l’8 marzo 2016 il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa archiviava la procedura contro l’Italia in tema di sovraffollamento carcerario. Pochi giorni fa, il 21 marzo 2017, il Garante Nazionale dei detenuti ha presentato al Parlamento la sua prima relazione che evidenzia ancora parecchie criticità. La situazione delle carceri è sicuramente migliorata, ma non si può certo dire che la dignità delle persone recluse sia sempre rispettata.

I temi più critici sono noti: il persistente sovraffollamento, la vetustà di molte strutture, la cronica carenza di personale. Il Garante nella sua relazione segnala anche la problematica condizione dei detenuti disabili, omosessuali, transessuali, oppure portatori di gravi patologie fisiche o psichiatriche, la cui difficile gestione «può raggiungere livelli assolutamente inaccettabili di trattamento di una persona vulnerabile e malata, definibili appropriatamente con gli aggettivi “inumano” e “degradante” che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo utilizza».
Tuttora preoccupante è anche l’incidenza dei fenomeni di autolesionismo (8.540 casi nel 2016 e 1.262 nei primi due mesi del 2017), dei suicidi tentati (1.006 nel 2016 e 140 a inizio 2017) e compiuti (40 nel 2016 e 12 nei primi 57 giorni del 2017): un tasso che, negli istituti di reclusione, è 12 volte più alto che all’esterno, tanto da indurre il Garante a sollecitare la definizione di un Piano nazionale di intervento per la prevenzione dei suicidi in carcere.
Dati preoccupanti, che nulla tolgono all’impegno quotidiano di coloro che lavorano nelle carceri italiane, ma che chiedono un ulteriore sforzo per garantire condizioni di detenzione degne di un paese civile.
Il Governo dovrà esercitare nei prossimi mesi la delega affidatagli dal Parlamento per la riforma dell’ordinamento penitenziario. Sulla base di quanto emerso dagli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, credo ci siano gli elementi per fare ulteriori passi avanti nell’ottica di una detenzione più efficace (in ottica di recupero e reinserimento) e rispettosa dei diritti di tutti.
Parlare di carcere non porterà molti voti, ma è un doveroso atto di civiltà.

Un dossier del Senato sulle carceri italiane

La relazione del Garante dei detenuti

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