Congresso PD: prime considerazioni a caldo

3 aprile 2017 di fabio pizzul

Alla fine del primo atto delle primarie del PD si può trarre qualche sommaria considerazione.
La partecipazione degli iscritti, almeno a Milano e Città Metropolitana, è stata molto positiva. C’è grande preoccupazione per il futuro del PD e molta voglia che ci si lasci alle spalle una stagione in cui sono prevalsi i distinguo rispetto alla voglia di costruire assieme una proposta per l’Italia.
Ora bisogna guardare al 30 aprile.

Nei dibattiti di circolo a cui ho partecipato sono emerse alcune costanti:
– insofferenza per la tendenza a dividere
– tristezza per la scissione (incomprensibile atteggiamento Bersani)
– giudizio positivo su tre anni di governo Renzi e su prima fase Gentiloni, ma necessità di rilanciare azione (molte cose buone fatte, ma non portate a termine)
– timore per le conseguenze del proporzionale a livello nazionale
– consapevolezza che Renzi è risorsa preziosa, ma deve essere meno “uomo solo al comando”
– necessità di prendersi cura della vita dei circoli che paiono sempre più in difficoltà

Il risultato, che vede Renzi attestarsi intorno al 67%, Orlando al 26% e Emiliano al 7% (dati non ufficiali e da confermare), indica una voglia degli iscritti di proseguire sulla linea tracciata negli ultimi anni e suggerisce la necessità di tenere assieme il partito con le diverse sensibilità.

La vera sfida è però quella di far sì che ci sia una buona partecipazione alle primarie aperte del 30 aprile.
Chi ancora ha in mente di depotenziare Renzi punta a far sì che la partecipazione sia al di sotto delle attese.
Non possiamo permettercelo.

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