Il gioco delle tre tavolette sul diritto allo studio universitario

27 febbraio 2017 di fabio pizzul

Un paio di mesi fa, in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione per il 2017, le Università lombarde si erano viste decurtare circa 3,5 milioni di euro di fondi per il diritto allo studio.
Ora spunta una delibera di giunta regionale con cui si destinano 3,5 milioni di euro per la costruzione di nuove residenze universitarie, per l’efficientamento energetico e per accrescere l’attrattività degli atenei lombardi. A pensar male…

Regione Lombardia non ottempera a una convenzione tutt’ora in vigore e non versa quanto dovuto alle università. Nel contempo, si fa bella annunciando di stanziare fondi per le strutture universitarie.
La coincidenza delle due cifre mi fa pensare.
Volete mettere l’efficacia del messaggio?
Fino a che garantisco i fondi dovuti non faccio altro che il mio dovere e non posso strombazzare nulla sui giornali. Se, invece, stanzio risorse per costruire nuove residenze, posso gridarlo ai quattro venti.
Se non è zuppa è pan bagnato, direte voi, ma credo che compito delle istituzioni sia quello di rispettare i patti e non di scegliere il modo più conveniente e comunicabile per spendere i soldi.
Saranno dettagli, ma il diritto allo studio è una cosa serie a non possiamo permetterci di non vederlo garantito.
A pensar male si fa peccato, ma spesso… Si indovina.

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