Quando il lavoro sparisce – due casi che fanno riflettere

14 febbraio 2017 di fabio pizzul

Vorrei parlarvi oggi di due vicende che suonano come una presa in giro delle istituzioni, ma sono drammaticamente serie. Soprattutto per chi sta perdendo il posto di lavoro. Riguardano la Gepin Contact, società che fino a inizio febbraio gestiva una parte del call center di Regione Lombardia, e la K-Flex, azienda leader nella produzione di isolanti acustici.

I diciannove ormai ex dipendenti della Gepin Contact da qualche giorno non lavorano più per la regione e da ben 5 mesi non percepiscono lo stipendio. La regione ha deciso di rescindere il contratto con la società per affidare il servizio a Lombardia Informatica che lo ha appaltato a GPI, società che gestisce già tutti gli altri servizi del call center e che li garantisce per la maggior parte da Paternò (CT). In commissione attività produttive i dirigenti della comunicazione regionale avevano assicurato di impegnarsi a far sì che i lavoratori potessero essere assunti dalla GPI. Al momento, però, l’unica azione intrapresa è stata l’invio dei loro curricula alla società che ha però subito precisato di essere in grado di gestire il servizio con il personale già a disposizione. Come se non bastasse, la Gepin Contact ha inviato una lettera in cui addossa alla regione molte responsabilità riguardo la situazione precaria dei propri dipendenti. Non sono propenso a dare troppo credito a un’azienda come la Gepin Contact, visto il modo in cui ha trattato i lavoratori, ma credo che anche da parte della regione ci sia stato qualche passaggio a vuoto: possibile, ad esempio, che non ci si sia resi conto che, non appena aggiudicatasi l’appalto, la Gepin ha subito fatto richiesta di cassa integrazione?
Il volantino distribuito dai lavoratori

La vicenda K-Flex è ancora più paradossale. Non più tardi di 10 giorni fa, una delle amministratrici dell’azienda, accompagnata da una rappresentante di Assolombarda, aveva dichiarato il commissione IV di voler fare tutto il possibile per mantenere la produzione e i collegati posti di lavoro in Brianza, terra che ha permesso alla K-Flex di diventare una vera e propria multinazionale nel suo settore. Il problema era, veniva dichiarato, un capannone che non era più adeguato ali standard di sicurezza necessari alla produzione. Dopo pochi giorni l’azienda e Assolombarda hanno disertato un previsto incontro al Ministero dello Sviluppo Economico dichiarando aperta la procedura di licenziamento per 187 lavoratori per il trasferimento della produzione in Polonia. E pensare che la K-Flex ha ottenuto negli ultimi anni almeno 12 milioni di euro pubblici per lo sviluppo della propria attività. E’ questa l’internazionalizzazione che vogliamo? Prendere i soldi in Italia per de localizzare in paesi dove si possono fare maggiori utili?
Sulla situazione della K-Flex il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione che chiede alla Giunta di intervenire con forza presso i vertici aziendali.
Il testo della mozione

Un commento su “Quando il lavoro sparisce – due casi che fanno riflettere

  1. Alberto

    Grazie di nuovo Fabio Pizzul per questa luce diretta sulla difficile situazione di noi lavoratori della Gepin Contact che dal 2009 gestisce o meglio gestiva il call center di Regione Lombardia (della Giunta) nonché il centralino sempre della Giunta 02 67651. In questa triste vicenda, noi 19 lavoratori, che tra l’altro eravamo in grado di far fronte al servizio dalle 8 di mattino alle 21 di sera “tenendo a bada” una platea di poco meno di 10 milioni di cittadini lombardi quali potenziali usufruìtori del servizio (oltre che rispondere alle chat, alle mail, ai social Facebook e Twitter, alle richiamate ai cittadini). Tutto questo per Regione Lombardia. Noi ci siamo trovati al posto sbagliato nel momento sbagliato. In mano ad un’azienda che non ci ha corrisposto quanto onestamente guadagnato con il nostro lavoro. E trattati con incomprensibile cattiveria dall’Ente che stavamo servendo. Questo Ente, Regione Lombardia, senza comunicazioni, senza spiegazioni (che tra l’altro ancora oggi non ci sta dando) ci ha letteralmente “buttato in mezzo ad una strada”, praticamente ci ha affamato. Oggi siamo a casa, noi 19 famiglie, senza sapere cosa faremo domani, senza ricevere un soldo a partire dalla busta paga di Ottobre, senza una spiegazione. Come fate Voi politici a tollerare/giustificare una simile situazione? Da parte della maggioranza abbiamo visto che “non c’è nessuno”: hanno sicuramente questioni più importanti da affrontare. Noi intanto Vi ringraziamo, Voi che ci aiutate con una denuncia/approfondimento dei fatti. Grazie di nuovo. Spero di poterVi aggiornare con una svolta positiva, con un “buona notizia” su questa, ancora ad oggi, incredibile situazione, Grazie a tutti, grazie Fabio Pizzul, a presto!

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