AC: fare nuove tutte le cose – radicati nel futuro, custodi dell’essenziale

12 febbraio 2017 di fabio pizzul

Si è celebrata quest’oggi a Milano la XVI Assemblea diocesana dell’Azione Cattolica Ambrosiana.
I delegati delle associazioni delle diverse parrocchie della diocesi hanno scelto i componenti del nuovo Consiglio diocesano che già domani sera si riunirà per scegliere la terna nell’ambito della quale l’Arcivescovo designerà il nuovo presidente diocesano dell’Azione Cattolica. L’assemblea di quest’oggi, oltre alla relazione della presidente uscente Silvia Landra, ha potuto contare sull’intervento del cardinale Angelo Scola e del vicepresidente nazionale Giuseppe Notarstefano.

L’Arcivescovo Scola ha voluto ringraziare l’Azione Cattolica per il modo in cui in questi anni si è impegnata ad assumere cordialmente gli orientamenti pastorali della diocesi.
Il cardinale ha ribadito come ci troviamo di fronte na sfide nuove che non debbono essere considerate come ostacoli, ma come occasioni per rinnovare la propria azione, secondo quanto lo stesso papa Francesco ha indicato nel convegno ecclesiale di Firenze all’intera chiesa italiana.
Invitando l’AC a una più forte azione di integrazione tra fede e vita per promuovere una nuova forma di cultura cristiana nella vita quotidiana, l’Arcivescovo ha invocato una rivoluzione teologica e pastorale per andare oltre una formazione solo teorica e lontana dalla vita. Scola ha denunciato il fatto che troppo spesso i laici sono stati trattati come clienti della chiesa e non come soggetti vivi di essa.
Con una sorta di paradosso, il cardinale ha invitato l’AC a mettere radici nel futuro e ha fornito tre indicazioni pratiche per l’associazione: insistere sulla testimonianza nel quotidiano, recuperare con l’azioneeducativa la dimensione vocazionale della vita e esercitare il carisma dell’unità all’interno della chiesa.

Giuseppe Notarstefano, vice presidente nazionale per il Settore Adulti, ha portato la gratitudine dell’associazione per l’AC ambrosiana e ha ricordato la necessità di prendersi cura dell’interiorità, anche attraverso la promozione di luoghi spirituali in cui rigenerare e rigenerarsi. La cura delle fragilità, il dono gratuito del tempo, l’allenamento a vivere insieme e un’AC che sappia allargare il proprio orizzonte sono state le altre indicazioni del delegato nazionale. Per la conclusione del suo intervento, Notarstefano ha proposto la visione del quadre di Chagalle “Over the town”, che propone un uomo e una donna in volo su una città. L’uomo, robusto e deciso, è la storia che regge in modo forte il presente dell’AC, la donna, un po’ più fragile, ma proiettata in avanti e con uno sguardo sorridente sulla città, indica un presente associativo proiettata verso il futuro con un servizio appassionato: un invito ad attraversare questo tempo con leggerezza evangelica.

La presidente diocesana Silvia Landra ha invito l’assemblea ad esercitare un discernimento comunitario tra vecchio e nuovo con l’obiettivo di curare le radici, ma senza paura di volare.
Partendo dai tre verbi affidati da papa Francesco all’AC nel 2014, rimanere, andare, gioire, Landra ha suggerito ai delegati la necessità di recuperare il primato della vita, promuovere la funzione della comunità educante e vivere la pluriformità nell’unità.
Da qui le prospettive che la presidente ha indicato per i prossimi anni dell’associazione:
– sostenere il cammino di “laici feriali”, immersi nella vita quotidiana e appassionati per la chiesa
– vivere in un’ottica di accompagnamento alla vita delle persone
– costruire la sostenibilità dell’associazione, in un tempo in cui le risorse sono sempre più scarse, con attenzione alla dimensione economica, ma il coraggio di promuovere di progetti innovativi
– favorire “azioni parlanti” per andare oltre una formazione solo teorica
Dopo aver proposto alcuni saluti di giovani soci che attualmente vivono all’estero e alcune riflessioni del cardinal Martini sulla necessità di vivere la carità, la presidente ha lanciato una gemellaggio con l’AC diocesana di Fermo, nelle Marche, duramente colpita dal terremoto: l’associazione ambrosiana offrirà una settimana estiva ai giovani e ai ragazzi della diocesi marchigiana e raccoglierà fondi per le sue necessità.

L’assemblea, presieduta dal professor Guido Formigoni, si è conclusa con la tradizionale premiazione dei soci anziani e con la celebrazione eucaristica nella basilica di San’Ambrogio presieduta dal vescovo emerito di Pavia e già assistente dell’AC ambrosiana mons. Giovanni Giudici.

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