Brescia: un carcere da non abbandonare

16 gennaio 2017 di fabio pizzul

Brescia chiede un nuovo carcere, ma Canton Mombello non può essere abbandonato.
E’ l’appello che la commissione regionale carceri ha raccolto durante una visita alla casa circondariale bresciana.
Il ministro Orlando, nelle scorse settimane, ha promesso di sbloccare la situazione, ma l’eventuale nuovo carcere non sarebbe pronto se non tra quattro o cinque anni. Nel frattempo non si può far finta di nulla: chi lavora a Canton Mombello e chi ci “abita” (suo malgrado) sopportano ogni giorno condizioni molto pesanti.

La struttura è ormai molto compromessa e dimostra anche più dei 100 anni che ha sulle spalle.
Qualche esempio?
Da due anni non può essere utilizzato l’ambulatorio medico dell’area detentiva a causa di infiltrazioni d’acqua che non si riescono a eliminare e questo rende molto complicata l’assistenza medica.
In tutte le celle il bagno è dotato di turca, cosa che mette in difficoltà coloro che hanno problemi motori.
I serramenti hanno più di 50 anni e vi lascio immaginare che isolamento possano garantire.
E’ urgente, dunque, intervenire sull’edificio esistente, perchè, sono parole della direttrice: “il lavoro in una struttura così è davvero penoso”.

A questo c’è da aggiungere anche una cronica carenza di personale che, per il livello amministrativo, sta diventando addirittura un’emergenza. Le due carceri bresciane (Canton Mombello e Verziano) dallo scorso primo gennaio sono state unificate in un’unica gestione, ma non hanno più neppure un contabile che possa gestire entrate ed uscite e questo significa che molte attività quotidiane rischiano il blocco.
In una realtà che conta mediamente 320 detenuti, con 180 italiani, opera un solo mediatore culturale che lavora 5 ore a settimana. Lascio a voi ogni considerazione.

Il carcere, comunque, funziona, soprattutto grazie ai salti mortali del personale.
E c’è anche qualche buona notizia: come impegno per il Giubileo della Misericordia, è stato aperto uno sportello sociale gestito dalla Caritas bresciana per raccogliere, due giorni alla settimana, le esigenze dei detenuti. A febbraio finirà la fase di sperimentazione, ma il bilancio, al momento, pare molto positivo.

Tra le varie esigenze evidenziate durante la visita, c’è anche quella di installare in uno spazio adibito a palestra attrezzature per poter fare pesi e altri esercizi: un po’ di materiale è già stato reperito, ma mancherebbero ancora circa 1500 € che la direttrice non sa, al momento, come recuperare. Chi avesse qualche idea…

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