Il commercio internazionale come motore di sviluppo

18 novembre 2016 di fabio pizzul

Interessante e partecipato incontro questa mattina in corso Magenta, presso la Fondazione Stelline, sul commercio e la globalizzazione. Su iniziativa dell’europarlamentare Alessia Mosca sono arrivati a Milano, tra gli altri, la commissaria europea al commercio Cecil Mallstroem, il ministro Carlo Calenda ed Enrico Letta.
Ho potuto purtroppo seguire solo il dialogo tra la Mallstroem e Calenda. E gli spunti interessanti non sono mancati.

La commissaria UE ha ribadito come la globalizzazione possa essere un’occasione preziosa se vengono rispettate regole e viene mantenuto un riferimento preciso ai valori e alle caratteristiche dei singoli territori. La Commissione europea ha lavorato e sta lavorando per questo e non certo per favorire un mercato privo di regole e limiti.
Molto chiaro, nel suo intervento, il ministro Calenda che ha ribadito come l’Italia sia profondamente contraria a concedere lo status di paese ad economia avanzata alla Cina, perché non rispetta nessuna delle 5 condizioni individuate dall’organizzazione internazionale del commercio come necessarie.
Il ministro ha ribadito la necessità di investire in produttività e innovazione e ha rivendicato come il governo lo stia facendo dopo anni in cui si è parlato d’altro, mentre altri paesi crescevano.
Secondo Calenda è però imprescindibile occuparsi di chi rimane indietro, anzitutto i lavoratori, troppo spesso esplusi da nuove tecnologie e nuova organizzazione del lavoro; la loro tutela e protezione, secondo il ministro, è condizione sociale per poter lavorare sulla globalizzazione.
Pur nella dialettica delle ultime settimane, Calenda ha ribadito come in questo momento difficile dobbiamo stringerci all’Europa come elemento di sicurezza e di sviluppo dell’occidente, c’è in gioco la difesa dei valori fondanti del mondo occidentale.
A chi invoca il protezionismo come strategia per competere, il ministro ha replicato dicendo senza mezzi termini come l’unico risultato che porterebbe sarebbe il declino.
E’ però assolutamente necessario, ha precisato, essere intransigenti nei confronti dei comportamenti scorretti, solo cosí si può essere credibili e forti. E il riferimento era chiaramenti a mercati emergenti e alla Cina.
Secondo Calenda,troppo spesso, in Europa, si diventa protezionisti a giorni alterni a seconda delle proprie convenienze. Il ministro ha citato come paradigmatico il caso dell’Irlanda, sempre pronta a invocare il libero scambio assoluto, salvo che quando si parla di Mercosur: da lì arriva molta carne e il mercato interno irlandese deve essere difeso.
Temi importanti, che è necessario approfondire andando oltre l’idea scorretta e semplicistica di un’Europa che lavora solo contro l’Italia e le nostre aziende.

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