A Como per la chiusura del Giubileo e il saluto del Vescovo

13 novembre 2016 di fabio pizzul

Oggi, con la chiusura delle porte sante, si è concluso il Giubileo della Misericordia nelle singole diocesi. Ho avuto modo di partecipare alla celebrazione giubilare conclusiva nel Duomo di Como che proponeva una singolare coincidenza con il saluto alla diocesi del vescovo Diego Coletti. Il prossimo 27 novembre prenderà possesso della diocesi di S. Abbondio mons. Oscar Cantoni e Coletti si trasferirà nella canonica di Laino, in Val d’Intelvi. Non è tempo di bilanci, ha affermato mons. Coletti nell’omelia, ma di attesa e perseveranza.

La conclusione di un cammino, ha continuato il vescovo emerito di Como, non deve essere considerata come una fine, una chiusura, ma come una porta alla quale qualcuno bussa e noi possiamo aprire per continuare il cammino.
Ogni tempo è tempo giusto purchè sia quello in cui si manifesta la misericordia che non è buonismo, ma fuoco che divora e purifica nella nostra vita quello che è buono e prezioso.
Mons. Coletti ha poi proposto ai presenti alcune domande che sono risuonate come possibile verifica del cammino compiuto durante l’anno santo e come ideale revisione dei dieci anni di ministero comasco.
Ho giudicato con misericordia? Domanda decisiva di fronte alle eccessive durezze di cui siamo spesso protagonisti.
Abbiamo servito con misericordia? O il nostro servizio è stato un semplice accumulare beni e crediti?
Abbiamo amato con misericordia? E non solo chi pensavamo se lo meritasse.
La vita, ha proseguito il vescovo, non è fatta di attimi fuggenti e chiusi in se stessi, è un flusso in cui esistono anche contraddizioni, ma è anche amore diffuso su di noi. Non siamo noi i protagonisti della nostra vita, ma lo Spirito che soffia su di noi e ci è stato donato.
E le ultime parole dell’omelia suonano come un congedo dalla diocesi. Dobbiamo dire: ecco un servo ordinario; abbiamo fatto come siamo stati capaci il nostro dovere.
Al termine della Messa, l’amministratore diocesano mons. Carlo Calori, ha letto un saluto a nome del’intera comunità comasca ricordando la recente conclusione della visita pastorale che ha portato mons. Coletti a toccare in sette anni tutte le 353 parrocchie della diocesi.
Il vescovo Diego, ha continuato mons. Calori, lascia un nuovo assetto della vita ecclesiale col la costituzione dei vicariati, il rinnovamento dell’iniziazione cristiana, i nuovi percorsi verso il matrimonio, alcune nuove missioni comasche nel mondo. Cantieri aperti che il coraggio del vescovo ha avviato oltre il “si è è sempre fatto così”.
Ed ecco altre parole dell’amministratore diocesano: “Grazie per averci invitati a puntare sull’essenziale della fede; a verificare che cosa abbia a che fare con Gesù e con il suo Vangelo la nostra vita. “Gesù al centro” è stato il messaggio, sempre: con la parola e con i gesti”.
Ora mons. Coletti, si trasferirà nella canonica di Laino d’Intelvi per dedicarsi alla contemplazione e alla preghiera, lui che è sempre stato un vescovo di città da Milano a Roma, a Livorno a Como.
La diocesi, oltre alla sistemazione della sua nuova dimora, ha offerto a mons. Coletti un tabernacolo da collocare nella cappella di Laino con una dedica:
La diocesi di Como
con viva gratitudine
offre al Vescovo Diego
memore del suo appassionato ministero
questo tabernacolo
perché nella Eucaristia
celebrata, adorata, vissuta
possa continuare a sperimentare
la gioia di essere per sempre
“consummati in unum”
Un visibilmente commosso Coletti ha poi ringraziato i presenti evidenziando la certezza di aver ricevuto molto più di quello che ha potuto dare.
Credo davvero sia stata una bella conclusione del Giubileo della Misericordia.

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