Pluralismo, innovazione e media locali: la nuova legge sull’editoria

7 novembre 2016 di fabio pizzul

Il prossimo 15 novembre entrerà in vigore la nuova legge sull’editoria.
Frutto di un lavoro di tre anni, la legge introduce novità significative in merito ai contributi per le aziende editoriali (giornali, radio, Tv e siti Internet) con finanziamenti certi e tempestivi finalizzati soprattutto alla tutela del pluralismo e alla promozione dell’innovazione tecnologica. Per questo viene costituito un Fondo per il pluralismo e l’innovazione che potrà contare ogni anno su 100 milioni del Canone RAI e su l’1% degli introiti della pubblicità.
Nella norma ci si occupa anche di edicole, per evitare che chiudano e promuovere l’innovazione tecnologica, e di giornalisti con la riforma del Consiglio nazionale dell’Ordine e la definizione dell’equo compenso.

Credo che la legge, denominata 198 del 2016, contenga proposte interessanti e innovative che vanno nella direzione di favorire chi fa informazione legata al territorio e propone assetti societari solidi e in regola.
La Lombardia ha fatto un po’ da laboratorio, grazie alle sue importanti esperienze di emittenza locale che, seppure in difficoltà, garantiscono un significativo presidio sull’intero territorio regionale.
Altra novità importante è la defiscalizzazione degli investimenti pubblicitari incrementali, con la detassazione che cresce al crescere delle risorse investite rispetto all’anno precedente e un occhio di riguardo per micro e piccole imprese e start-up, per questi soggetti diventerà più conveniente investire in pubblicità sulle emittenti locali.
Tra i nuovi destinatari della legge ci sono le cooperative di giornalisti, mentre i grandi media quotati in borsa ne sono esclusi, altro aspetto interessante è quello relativo all’innovazione che si incentiva assieme alla crossmedialità.
Per la prima volta, come accennavo, si affronta anche il tema della distribuzione della carta stampata. Attualmente è affidata a ditte poco più che improvvisate con personale straniero, sottopagato, con mezzi obsoleti, spesso questo crea disguidi e problemi per una corretta e capillare distribuzione. L’obiettivo, affidato con una delega al Governo, è di rendere efficiente il sistema di distribuzione che può avere in edicole tecnologicamente più avanzate un terminale molto importante.
Mi pare si tratti di una legge attesa dal mondo dei media e, da molti punti di vista, innovativa. Ora tocca al governo esercitare le deleghe per rendere operativo nel 2017 il nuovo sistema di sostegno alle testate locali e rilanciare il sistema di distribuzione dei giornali.

Uno schema con i principali contenuti della legge

Una sintesi della legge

Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale

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