Vasi comunicanti: la povertà nel 2015

18 ottobre 2016 di fabio pizzul

In occasione della Giornata Mondiale per la lotta alla povertà, che ricorre ogni 17 ottobre, Caritas italiana ha presentato il suo annuale rapporto sulla povertà: Vasi comunicanti.
Oltre ai dati Istat, dai quali emerge una crescita della povertà assoluta che interessa 4,6 milioni di persone in Italia, il Rapporto presenta un’analisi che si fonda sui dati raccolti nei 1649 Centri di Ascolto Caritas sparsi in tutta Italia: a un’età media d 44 anni, fa riscontro un aumento delle donne e una prevalenza, anche se meno netta che in passato, degli stranieri.
Ma l’allarme del Rapporto riguarda soprattutto il fenomeno dei migranti.
Il titolo utilizza la metafora dei vasi comunicanti per sottolineare come le questioni povertà e immigrazione non possano essere trattate da singoli Paesi, ma riguardino l’intera comunità europea e internazionale.

Il 2015 viene definito come l’annus horribilis per i movimenti migratori, per l’elevato numero di rifugiati, sfollati e morti registrati, e per l’incredibile debolezza ed egoismo che molti Paesi hanno dimostrato nell’affrontare quella che, innanzitutto, si è rivelata una emergenza umanitaria.
Nel mondo il numero di persone costrette a lasciare le proprie case in cerca di protezione a causa di guerre, conflitti e persecuzioni è arrivato ai livelli massimi mai registrati, superando la quota di 65 milioni.
In Europa il numero dei profughi giunti via mare (nel 2015) risulta quattro volte più grande di quello dell’anno precedente, facendo registrare anche un incremento del numero delle vittime nelle traversate. Di fronte a tali dinamiche la politica europea è risultata frammentata, disunita e per molti aspetti inadeguata.
Il Rapporto, dopo aver proposto alcuni focus su particolari situazioni di migrazione, si spinge poi a formulare alcune proposte per affrontare in termini costruttivi le questioni povertà e immigrazione.

Le proposte di Caritas Italiana:
– In risposta al forte incremento della povertà assoluta in Italia l’unica strada percorribile è quella di un Piano Pluriennale di contrasto alla povertà, che porti alla introduzione nel nostro Paese di una misura universalistica contro la povertà assoluta.
– Appare urgente attivare politiche del lavoro tese a contrastare la disoccupazione, in modo particolare quella giovanile
– Si auspica inoltre la promozione e l’incentivazione di percorsi di studio e formazione per i giovani, soprattutto nelle famiglie meno abbienti. La cultura e l’istruzione sono, infatti, gli elementi che possono maggiormente tutelare da possibili percorsi di impoverimento

– Rispetto alle problematiche della questione migratoria si chiede:
? l’attivazione di politiche inclusive, non discriminanti e non categoriali, rifuggendo approcci demagogici;
? la composizione di un sistema di accoglienza per i richiedenti la protezione internazionale e i rifugiati, nonché per i minori stranieri non accompagnati, organico e sostenibile, che sia in grado di offrire standard qualitativi uniformi a prescindere dalla fase e dalle modalità dell’accoglienza, coinvolgendo il Terzo settore in un’ottica di leale collaborazione;
? strutturare interventi sempre più efficaci a contrasto dei fenomeni di sfruttamento di cui i migranti cadono vittime, a causa della precarietà della loro condizione;
? politiche e programmi specifici, a livello nazionale e regionale, volti a facilitare l’inserimento socio-economico abitativo sia dei titolari di protezione internazionale e umanitaria che dei migranti già regolarmente soggiornanti in Italia ad altro titolo;
? la pianificazione, secondo un approccio lungimirante, di strategie per l’integrazione e l’interculturalità che prevedano maggiori diritti di cittadinanza. Rispetto alle politiche implementabili a livello europeo, si domanda:
? l’apertura di canali sicuri e legali di ingresso nell’UE sia attraverso l’introduzione di visti umanitari, ottenibili e accessibili presso qualsiasi ambasciata dell’UE, nei Paesi di origine e di transito; sia attraverso l’esenzione dall’obbligo del visto se giustificato da motivi umanitari;
? l’applicazione piena del principio di solidarietà intraeuropea nella condivisione delle accoglienze dei richiedenti la protezione internazionale, affinché ogni Stato si impegni a fare la sua parte nell’accoglienza e integrazione dei migranti, data l’assoluta inefficacia dei programmi di ricollocamento finora attuati;
? una maggiore attenzione agli ingressi in Europa non collegati solo alla protezione internazionale, prevedendo una facilitazione degli ingressi per motivi di lavoro e di ricongiungimento familiare dei rifugiati e degli immigrati, per favorire l’integrazione nei Paesi di accoglienza.

Qui si può scaricare l’intero volume del Rapporto

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