Luci e ombre della legge NO SLOT

11 ottobre 2016 di fabio pizzul

A fine settembre l’Ufficio Analisi Leggi e Politiche regionali del Consiglio regionale ha pubblicato alcuni dati interessanti sulla legge contro il gioco d’azzardo patologico che Regione Lombardia ha approvato nel 2013.
Al di là della generale soddisfazione con cui giustamente è stata salutata la legge, emergono alcuni dati su cui è opportuno riflettere.

La legge lombarda prevede un insieme di misure di prevenzione, regolazione, contrasto e trattamento del GAP, volte principalmente a:
– informare e sensibilizzare i cittadini e gli esercenti sui possibili rischi derivanti dalla pratica del gioco d’azzardo,
– offrire servizi territoriali socio-sanitari ai soggetti affetti da dipendenza e alle loro famiglie,
– limitare la moltiplicazione dell’offerta attraverso regole all’esercizio del gioco d’azzardo sul territorio regionale e incentivi alla disinstallazione di apparecchi per il gioco.

Proprio su quest’ultimo punto la relazione sottolinea alcune criticità.
Le misure coinvolgono direttamente gli esercenti tentando di modificarne il comportamento, “responsabilizzandoli” nella gestione della relazione con la clientela e sull’opportunità di scegliere di non installare o disinstallare gli apparecchi per il gioco.

Il sistema regionale di incentivi e di regole ricomprende in sintesi:
– l’assegnazione di un marchio agli esercizi “NoSlot”, utilizzabile per campagne informative e per il quale i Comuni possono prevedere forme premianti
– la riduzione IRAP dello 0,92% per gli esercizi che disinstallano gli apparecchi per il gioco (e il contemporaneo aumento dello 0,92 per chi mantiene le Slot in attività)
– titoli di preferenza nella concessione di finanziamenti, benefici o vantaggi economici regionali per le attività economiche che non hanno installato apparecchi per il gioco lecito
– una specifica regolazione per l’accesso ai locali dove si gioca (Reg. n. 5/2014)
– il limite all’installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito entro i 500 metri da luoghi definiti “sensibili” (istituti scolastici, centri di aggregazione giovanile, luoghi di culto, ecc.)
– aspre sanzioni amministrative, che prevedono in alcuni casi anche il sigillo degli apparecchi, per il mancato rispetto delle disposizioni.

Ed ecco quanto si legge nella relazione:

“Gli ultimi dati resi disponibili dalla Relazione della Giunta al Consiglio sullo stato di attuazione della l.r. 8/2013 restituiscono un quadro di insieme che lascia molte questioni aperte. Ad esempio, in tema di incentivi, solo due contribuenti hanno richiesto (e ottenuto) l’agevolazione IRAP, mentre non sono disponibili informazioni in tema di maggiorazioni applicate. La Relazione accenna anche ad alcune criticità in tema di controllo e vigilanza (attività esercitata dai Comuni) del rispetto delle disposizioni regionali. Inoltre, dalle informazioni al momento disponibili risulta che tra il 2013 e il 2015 gli esercizi lombardi con apparecchi per il gioco sono progressivamente diminuiti (- 16% esercizi con New Slot e 8% esercizi con VLT) e anche il numero degli apparecchi installati si è ridotto nel triennio ( – 7% per le VLT e – 2% per le New Slot). D’altro canto risulta anche un aumento delle New Slot tra il 2014 e il 2015”.

Ebbene sì, solo due esercizi commerciali hanno aderito alla misura regionale.
Evidentemente l’idea era buona, ma la sua realizzazione pratica non ha proprio funzionato.
Dire che si abbattano le imposte a chi toglie le slot funziona, se però si scopre che il possibile risparmio ammonta sì e no a 200 € all’anno contro un ricavo medio garantito da una slot che facilmente si aggira intorno ai 2000 €, la risposta riguardo le motivazioni dello scarso utilizzo della misura pare abbastanza scontata.

Il fatto che non siano disponibili dati sulle maggiorazioni applicate a chi non rispetta le norme è chiaro indice di una difficoltà nei controlli sul territorio. Affidare a comuni già in affanno il compito di vigilare sulla corretta applicazione delle norme sulle slot significa, nei fatti, non fare i controlli.
Mi sembra di rivedere un film già visto, quello dei controlli sui gas di scarico delle autovetture o sul rispetto dei divieti di circolazione per i veicoli più inquinanti. Se si fanno le norme e nessuno controlla, tanto vale…
Quanto poi al fatto che le slot siano diminuite fino all’entrata in vigore della legge e aumentate successivamente, è la dimostrazione pratica di come le leggi servano, ma sia ancora più importante un’azione sociale e culturale per promuovere un più corretto rapporto con il gioco.

Verificare se e come funzionano le leggi rimane, comunque, un compito fondamentale per qualsiasi ente pubblico.

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