Appalti e contratti in Lombardia: serve più trasparenza e chiarezza

14 settembre 2016 di fabio pizzul

Eccessivo ricorso alle proroghe dei contratti nelle aziende ospedaliere con evidenti profili di scarsa trasparenza e controllo, contratti di project financing al limite delle regole e con oneri eccessivi a carico delle casse regionali.
Sono due delle principali osservazioni del Comitato per la trasparenza degli appalti nelle relazioni per il primo e secondo semestre del 2015 approdate oggi in Commissione Affari Istituzionali.
A queste si aggiunge il fatto che, a fine 2015, mancava ancora un supporto informatico per gestire tutti i dati della tracciabilità e della trasparenza.
Osservazioni pesanti che alzano il velo su evidenti problemi di un sistema regionale che non riesce a garantire trasparenza ed economicità.

A fine 2014, l’ultimo dato disponibile per il periodo a cui fa riferimento la relazione, praticamente la metà dei contratti delle aziende ospedaliere lombarde monitorate si svolgevano sotto la soglia dei 40.000 € (senza quindi gara pubblica) e la gran parte di questi utilizzavano proroghe che, secondo il Comitato dovrebbero essere attivate solo in casi eccezionali. Una vera e propria anomalia che non permette di conoscere esattamente i contenuti delle aggiudicazioni.
Ancora più inquietante la vicenda del contratto di appalto in project financing per il nuovo ospedale San Gerardo di Monza.
Secondo il Comitato sarebbe identico al contratto del nuovo ospedale di Nuoro che l’Anac a definito irregolare e sarebbe inoltre assolutamente antieconomico e con conseguenze pesanti sui bilanci dell’ente per diversi decenni.
Il Comitato demolisce punto per punto il contratto per il San Gerardo e getta inquietanti ombre sui contenuti e sulla consistenza economica dello stesso che garantirebbe al concessionario la possibilità di sottrarsi a rischi di impresa e mercato che sarebbero tutti a carico del pubblico.
Un contratto molto simile, anzi, pressochè identico, è stato definito nullo dal TAR della Sardegna.
Il ruolo di Infrastrutture Lombarde ne esce come problematico e tutt’altro che trasparente riguardo i ruoli di concedente e committente.
Il Comitato raccomanda a Giunta e ex Azienda Ospedaliera di valutare attentamente i costi per i prossimi anni a carico dell’azienda e i profili giuridici dell’intera operazione.
Ce ne sarebbe abbastanza per sollecitare un approfondimento, se non altro da parte della Corte dei Conti.
Un quadro davvero allarmante.
Per questo la commissione Affari Istituzionali ha chiesto alla Giunta di fornire al più presto i dettagli delle azioni intraprese per rispondere alle osservazioni del Comitato le cui funzioni ora saranno assunte dall’Agenzia Regionale Anti Corruzione.
Una domanda tendenziosa: se non si è dato ascolto alle sollecitazioni di un comitato già esistente, perchè mai dovrebbe funzionale l’Arac?
Sono comunque passati nove mesi dalla consegna delle due relazioni, può anche darsi che la regione abbia sistemato tutto.
Lo capiremo dopo le risposte della giunta.
Rimane l’inquietante ombra su una gestione che non risale a chissà quando, ma a pochi mesi fa.

Per i più curiosi e volonterosi, allego le due relazioni del Comitato.
Relazione II semestre 2015
Relazione I semestre 2015

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