La Lombardia ha chiesto 700 insegnanti. E il Ministero che dice?

5 agosto 2016 di fabio pizzul

I docenti assegnati alla Lombardia per l’anno scolastico 2016/2017 non sono sufficienti.
Il mancato incremento della cosiddetta dotazione organica mette a rischio diverse attività del prossimo anno scolastico.

Ieri ho rilanciato l’allarme segnalato dalle organizzazioni sindacali, oggi ne certifico la rilevanza riproponendovi i contenuti di una lettera che il direttore scolastico regionale Delia Campanelli ha inviato al Ministero dell’Istruzione per richiedere 700 posti aggiuntivi come organico di fatto.
In mancanza di questo adeguamento, per il prossimo anno scolastico sarebbero a rischio:
– lo sdoppiamento di classi che si rende necessario per la segnalazione tardiva di alunni con handicap
– la copertura del fabbisogno di insegnanti per discipline musicali
– la possibilità di istituire alcune classi di V anno per l’Istruzione e la Formazione Professionale
– il funzionamento dei corsi serali e del CIPIA (Centri per l’istruzione degli adulti)
Credo che siano esigenze a cui è necessario dare risposta e spero davvero che da Ministero giunga una risposta positiva alle richiesta lombarde.

Postilla numero 1.
Nelle scorse ore c’è stata una forte protesta da parte di un folto gruppo degli 8000 insegnanti del sud che si vedono assegnare una cattedra al nord. Soggettivamente la rabbia e lo sconforto sono più che comprensibili, ma che cosa si dovrebbe fare di fronte al fatto che proprio nelle regioni del nord ci sono più alunni e dunque più cattedre? Si dovrebbe forse programmare uno spostamento degli studenti verso le regioni del sud? Tra l’altro, va precisato che, in vista del prossimo anno scolastico, sono molti più gli insegnanti che hanno ottenuto il trasferimento al sud di quelli che dovranno raggiungere una cattedra nelle regioni del nord.

Postilla numero 2.
In molte scuole entra nel vivo la fase del completamento del cosiddetto organico aggiuntivo.
Entro la fine di agosto, i dirigenti potranno firmare i contratti degli insegnanti che saranno inseriti nell’organico del loro istituto sulla base delle esigenze individuate nell’ambito del piano dell’offerta formativa.
Un passo concreto nell’attuazione della “Buona scuola”, molto contestato da sindacati e insegnanti, ma credo importante per far crescere la qualità formativa. Come tutte le cose nuove andrà messa a punto, ma non bisogna avere paura delle novità, soprattutto nel mondo della scuola.

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