Sport e nidi: scarsa comunicazione e rischio esclusione

12 luglio 2016 di fabio pizzul

Ma le diverse Direzioni Generali di Regione Lombardia si parlano tra loro?
Talvolta pare proprio di dover concludere che la comunicazione non esista. E la responsabilità non è certo dei singoli dirigenti. Chi dovrebbe preoccuparsi del corretto passaggio delle informazioni e della coerenza delle politiche è chi ha la guida amministrativa e politica della macchina regionale.
Provo a farvi capire meglio di cosa sto parlando portando un esempio concreto a cavallo tra sport e reddito di autonomia.

La Direzione Generale sport ha utilizzato per l’erogazione della Dote sport 2015 un metodo che prevedeva che i singoli comuni lombardi si iscrivessero a un elenco sulla base del quale sarebbero poi stati distribuiti i fondi.
Nell’ipotesi di regolamento per la Dote sport 2016 si legge a questo proposito:
“Pur con dati significativi di adesione (86% dei comuni) , l’iniziativa non ha raggiunto la totale copertura dell’intero territorio regionale poiché solo le famiglie residenti nei Comuni aderenti all’iniziativa hanno potuto presentare domanda di Dote. Per questa fondamentale ragione, l’iniziativa Dote sport 2016 intende proporre una gestione diretta da parte di Regione Lombardia, tale da consentire a tutte le potenziali famiglie lombarde aventi i requisiti, di aderire all’iniziativa”.
Bene, ci si è accorti di un’evidente discriminazione nei confronti di una fetta, anche se non enorme , di famiglie lombarde.
Veniamo alla Direzione Generale Reddito di autonomia. Per l’erogazione della misura denominata Asili Nido Gratis la DG ha applicato lo stesso metodo che era stato prescelto per la Dote sport 2015.
Domanda: se la DG sport ha preso atto dell’errore e ha deciso di cambiare criterio per l’anno successivo, perché la DG Reddito di autonomia non ha fatto altrettanto? Bisognerà attendere il 2017 per seguire la stessa strada?
Vorrei però essere ancora più esplicito e chiaro.
Sono personalmente molto perplesso sul meccanismo di assegnazione dei contributi alle famiglie attraverso il sistema della dote con il coinvolgimento diretto di Regione Lombardia nell’erogazione di fondi alle famiglie stesse.
Preferirei che le risorse fossero trasferite ai comuni che si preoccuperebbero di andare incontro alle famiglie più bisognose di aiuto del loro territorio. Mi parrebbe una corretta applicazione della regola per cui è l’ente più prossimo al cittadino che dovrebbe gestire gli interventi e le politiche. Sarebbe anche più agevole per le famiglie entrare in contatto con il Comune piuttosto che dover presentare una domanda on-line direttamente alla regione.
Suddividendo le risorse disponibili (2 milioni per Dote sport 2016 e 23 milioni per Asili Nido Gratis) tra i diversi comuni, sarebbero poi gli stessi comuni a utilizzare al meglio i fondi disponibili.

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