Accordi di competitività: 20 milioni ben spesi?

29 giugno 2016 di fabio pizzul

Dal 2014 in Lombardia è possibile attivare gli Accordi per la competitività per valorizzare le risorse presenti sul territorio. La finalità principale dovrebbe essere quella di promuovere innovazione e competitività tra le imprese lombarde.
Ma quali aziende sono state interessate da questi accordi e per quali progetti? Scorrendo l’elenco ci si imbatte in qualche sorpresa.

Sul sito della regione si legge, riguardo gli Accordi per la competitività, quanto segue: “uno strumento innovativo, finalizzato a semplificare la relazione tra le imprese e le amministrazioni pubbliche, al fine di sviluppare e valorizzare le risorse produttive, umane, ambientali e infrastrutturali presenti sul territorio regionale con il coinvolgimento dei soggetti istituzionali e del sistema economico produttivo lombardo”.
Lo sportello per la presentazione di proposte da parte delle aziende si è definitivamente chiuso, almeno per la seconda fase dell’attuazione, il 30 giugno 2015 e, si legge in delibera, non verrà riaperto in futuro.
C’è stata però una proroga per l’erogazione dei finanziamenti fino al luglio 2017.
Ma chi ha avuto la possibilità di accedere ai 20 milioni messi a disposizione da Regione Lombardia?
scorrendo l’elenco ci sono soprattutto grandi aziende che avrebbero probabilmente già potuto e dovuto investire in ricerca e sviluppo e che, attraverso l’accordo, sono state convinte a mantenere i livelli occupazionali o a non trasferire la produzione altrove.
Ottima cosa, senza dubbio, ma non sarebbe stato meglio dare priorità alla possibilità di sviluppo di aziende di dimensioni più contenute e, proprio per questo, più radicate sul territorio lombardo?
La sensazione è che alcuni grossi calibri abbiano “approfittato” delle risorse messe a disposizione facendo, nei fatti, deviare la misura verso la tutela dell’occupazione che, lo ribadisco, di questi tempi è fondamentale, così come la permanenza delle imprese interessate. L’innovazione e la ricerca rischiano talvolta di diventare dei positivi effetti collaterali.

Vediamo qualche nome (trovate l’elenco completo nell’allegato):
Alcatel – che minacciava di lasciare il sito di Vimercate
Arvedi – che ora acquisirà (a quanto pare) l’Ilva di Taranto
Italtel (in un accordo con il Politecnico di Milano) – per tutelare oltre 730 lavoratori a Settimo Milanese
Pirelli – per ricerche su pneumatici di nuova generazione (ma non dovrebbe già farlo?)
Whirpool Europa (in collaborazione con Politecnico e Università di Milano e Pavia) – per sede di Cassinetta di Biandronno che era a rischio delocalizzazione

Accordi competitivita – Scheda-1

Lascio a voi, a questo punto, la risposta alla domanda del titolo: Sono soldi ben spesi?
Non mi sottraggo, però, a un commento finale.
La legge regionale (LR 11/2014) da cui derivano gli accordi aveva come titolo “per la libertà d’impresa, il lavoro e la competitività”. In tempo di crisi, queste parole vengono declinate nel concreto come salvaguardia di posti di lavoro. C’è da augurarsi che l’impegno di tutte queste aziende a rimanere sul territorio lombardo non si esaurisca con la fine dei progetti finanziati con gli Accordi di competitività.
Non vorrei dover concludere, altrimenti, che l’attrattività della Lombardia si risolva nella sola erogazione di contributi pubblici, anche se ben presentati e resi digeribili anche a Bruxelles.

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