L’UK fuori dall’Europa. Se i padri tradiscono i figli…

24 giugno 2016 di fabio pizzul

La vittoria della Brexit è senza dubbio uno shock.
Sta ora a chi rimane nell’Unione Europea far sì che diventi uno shock positivo nell’ottica di rilanciare un’integrazione che negli ultimi anni ha segnato il passo a forza di egoismi nazionali e miopia istituzionale.

Il voto dei britannici è stato chiaro e non ha bisogno di interpretazioni, ma ora credo che si debba avere il coraggio di andare fino in fondo e di far sì che non ci siano mezze misure: la Gran Bretagna ha scelto di stare fuori e deve essere considerata fin da subito un paese extracomunitario.
Nessuno è in grado di prevedere che cosa accadrà nei prossimi mesi, ma la sensazione è che il voto non sarà senza conseguenze economiche, prima di tutto per i britannici.
Permettetemi quattro considerazioni, forse banali.
1. I giovani britannici sono stati traditi dai loro padri e dai loro nonni. Chi aveva puntato sul sogno europeo, ora lo sfila dal futuro dei propri figli e nipoti. Le percentuali di voto sono impressionanti: ha vinto nettamente il “remain” tra gli under 45, ma ha trionfato il “leave” tra i più anziani. Bella attenzione nei confronti delle nuove generazioni…
2. Il modo in cui è stata rappresentata in questi anni l’integrazione europea ha compiuto l’impresa di trasformare in un incubo quello che era un sogno. La maggior parte della popolazione europea non sa esattamente che cosa accade a Bruxelles e a Strasburgo, ma il racconto che ne viene fatto è devastante in termini di impatto sull’opinione pubblica: l’Europa è diventata un ostacolo per la vita quotidiana delle persone. Le istituzioni europee devono fare un grosso esame di coscienza sul perchè di questa involuzione.
3. La retorica dell’individualismo, della chiusura o, al più, del comunitarismo identitario fa sempre più breccia nella popolazione, eccezion fatta per quella che risiede nei grandi centri urbani. Ci sono linee di frattura evidenti nelle nostre società. Passano attraverso livello di istruzione, età, condizione socio-economica…
Sono pezzi di società che non si parlano ed è sempre più difficile raggiungere alcuni di essi con argomenti razionali e articolati che sanno di vecchio e puzzano di “fregatura”. La comunicazione politica e sociale ha un problema: come parlare a pezzi sempre più significativi di società che si sente esclusa e cova rancore nei confronti di chi ha ruoli istituzionali?
4. Sempre più cittadini hanno la percezione di vivere peggio di qualche anno fa e di avere maggiori difficoltà nel soddisfare le proprie aspirazioni, anche molto concrete. Se l’Europa e i governi, ad ogni livello, non riescono a dare segnali di cambiamento e di inversione di tendenza, sono destinati a fallire.

Su tutto rimane un dato: i cittadini con il loro voto sono sovrani, anche quando noi siamo convinti che facciano scelte che finiranno per andare contro il loro interesse.
Chi governa serve i cittadini, non deve pretendere di spiegar loro perché hanno sbagliato.
In bocca al lupo ai sudditi di Sua Maestà, credo ne avranno bisogno.

Un commento su “L’UK fuori dall’Europa. Se i padri tradiscono i figli…

  1. Ambrogio Giussani

    Spero che l’uscita della gran Bretagna costituisca un forte stimolo per ritornare all’Europa dei padri fondatori e della solidarietà. Oggi l’Europa è vista lontana dai problemi reali dei cittadini, rappresentata una sorta di pesante e burocratica sovrastruttura che si va ad aggiungere a quelle già esistenti in ogni singolo Stato capace solo di imporre vincoli di bilancio ai singoli membri. Non mi interessa un’Europa incapace di sostenere l’Italia e la Grecia sul fenomeno delle immigrazioni e che invece si mostra solerte nell’imporre sanzioni se per caso la misura delle vongole pescate risulta inferiore ai parametri da essa stabiliti. Quindi perché stupirsi dell’uscita della G.B. ? Le strade sono solo due: o chi crede nell’Europa si dà da fare concretamente per tornare alle origini (ma non semplicemente lamentandosi come fanno molti politici italiani tra cui anche le più alte cariche dello Stato) oppure è inevitabile che se la strada della riforma non è percorribile, non rimane altro che l’uscita sperando, un domani, in una rifondazione. Personalmente sono molto incuriosito di come andrà a finire la vicenda inglese e se si avvereranno le annunciate catastrofi.
    Ambrogio Giussani (Bresso)

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