Elezioni amministrative: il lavoro non è ancora finito

13 giugno 2016 di fabio pizzul

Vi rilancio l’editoriale di “Novità7giorniPD” con il commento al primo turno elettorale e alcune considerazioni sul ballottaggio.

Non è stata una tornata elettorale facile. Per nessuno.
Il crescente tasso di astensione conferma come i cittadini continuino a guardare con sospetto alla politica, anche quella più vicina a loro, nei comuni.
Non è facile fare un raffronto con precedenti turni elettorali, ma è fuor di dubbio che il PD paga, in alcuni comuni anche pesantemente, in termini di consenso. Rimane, comunque, la forza più solida, strutturata e diffusa omogeneamente sull’intero territorio lombardo e impegnata a dar vita ad aggregazioni civiche che possono rispondere in modo più preciso alle esigenze delle diverse comunità locali.
Il 40 e passa per cento delle europee pare lontano, ma, se il confronto avviene con le precedenti amministrative, il PD fa segnare un lieve incremento percentuale, seppure a fronte di un complessivo calo di votanti.
Sul fronte opposto, soprattutto in Lombardia, si giocava una partita importante per misurare le forze all’interno di una coalizione da un paio di anni sempre più di marca leghista. Il risultato elettorale pare premiare Forza Italia, con buona pace di una Lega addirittura doppiata a Milano e non certo in grande spolvero anche in altri comuni. Basti per tutte la situazione varesina dove il candidato leghista si ritrova tallonato da quello democratico e dove il capolista Maroni porta a casa appena 300 preferenze dopo essersi speso in una campagna elettorale che non ha certo trascurato, visto che gli è valsa come legittimo impedimento per rinviare il processo a suo carico. La sintesi brutale delle vicende di casa centrodestra potrebbe essere la seguente: Berlusconi (auguri per i problemi cardiaci) batte Salvini con Maroni che fatica a toccare palla.
Sorride, anche se non dappertutto, il Movimento 5 Stelle che si conferma come capace di intercettare il malessere generale nei confronti della politica, senza però riuscire ad affermarsi in modo deciso e diffuso. Il misero (si fa per dire) 10% milanese viene però compensato dalla conquista del ballottaggio in un comune importante come Vimercate e dalle buone affermazioni (senza vittorie) in comuni più piccoli.
Ora si guarda ai ballottaggi con particolare attenzione, e non potrebbe essere altrimenti, a Milano e alla sfida tra Sala e Parisi. Il candidato di centrosinistra ha terminato il primo turno in testa, nonostante una campagna elettorale della destra che non ha badato a spese e ha messo in campo i big nazionali di un centrodestra che cerca proprio nel capoluogo lombardo un possibile appiglio per un improbabile rilancio nazionale.
Varese e Milano sono le partite politicamente più rilevanti, ma tutti i comuni che vanno al ballottaggio propongono sfide impegnative che vedono il PD come protagonista, confermando la sua caratteristica di partito attento ai territori e capace di esprimere candidature credibili e ben radicate.
Le vicende nazionali hanno sicuramente pesato su queste elezioni, tanto che, anche in vista del secondo turno, molti cominciano a parlare di un “tutti contro Renzi” che potrebbe spingere a non dichiarate e inedite alleanze tra grillini e leghisti di varia foggia. A proposito di riflessi nazionali, alcune analisi dei flussi elettorali rivelano come ci sia stata un’astensione piuttosto alta anche tra le file del PD: per i ballottaggi è necessario recuperare tutti, perché solo così si potrà condurre alla vittoria i nostri candidati, a Milano e in tutti gli altri comuni lombardi.
Non è stata una tornata elettorale facile, dicevamo, e proprio per questo è importante dire grazie a tutti coloro che si sono generosamente spesi in questa partita, come candidati, come sostenitori o come semplici votanti. Di questi tempi qualsiasi segnale di attenzione alla politica è cosa buona, confortante e non scontata. Complimenti a coloro che sono stati eletti e che avranno il compito di servire i propri concittadini nei prossimi cinque anni. Grazie a chi ci ha provato, ma dovrà lavorare facendo opposizione, ruolo spesso ingrato (e in regione ce ne intendiamo…), ma fondamentale per un corretto funzionamento delle istituzioni.
Ma ora c’è da fare l’ultimo sforzo per dare il verso giusto agli imminenti ballottaggi.
Sappiamo di poter contare su di voi. Noi ce la metteremo tutta, a Milano come in tutti gli altri comuni lombardi.

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