Una brutta giornata per il Consiglio regionale

4 maggio 2016 di fabio pizzul

I giornali raccontano con grande evidenza quello che è accaduto ieri in Consiglio regionale, ovvero le contestazioni degli esponenti del Movimento 5 Stelle riguardo il ritorno dell’ex vicepresidente Mario Mantovani in aula. I grillini hanno ottenuto il loro scopo, ovvero la visibilità mediatica, ma credo abbiano scritto una pessima pagina nella storia del Consiglio.

Mai era accaduto prima di ieri che fosse necessario chiedere l’intervento delle forze dell’ordine per porre fine all’occupazione dell’aula, o meglio, del banco della Presidenza del Consiglio che, fino a prova contraria, è garanzia per l’esercizio dei diritti di tutti i consiglieri presenti in aula in quanto eletti dai cittadini.
Per 2 ore e mezza i consiglieri 5 Stelle hanno impedito l’inizio della seduta e il presidente Cattaneo ha potuto dare il via ai lavori sedendosi tra i banchi della Giunta, perchè il suo banco era occupato. Neppure l’ammonizione, la conseguente censura e l’espulsione di due consiglieri hanno fatto recedere i grillini dalla loro protesta.
Qualcuno può sostenere che la loro sia esasperazione di onesti e puri che vedono calpestati i loro diritti, ma allora, se esasperazione fosse stata, perchè sghignazzavano allegramente mentre occupavano l’aula impedendo agli altri consiglieri di iniziare una seduta consiliare?
Mantovani, da parte sua, poteva evitare di presentarsi in aula e ha chiesto di parlare per una puntualizzazione sul verbale della precedente seduta, nel corso della quale, a norma di legge, il Consiglio aveva dovuto reintegrarlo dopo la cessazione delle misure cautelari a suo carico.
Il regolamento, che esiste a tutela dei diritti dei consiglieri, ha costretto il presidente a dare la parola a Mantovani che ha violato a sua volta le regole parlando per 7 minuti e mezzo invece dei 5 previsti e ha proposto un’autodifesa dai toni francamente inaccettabili spiegando la sua presenza in aula con motivi di coscienza, proclamandosi innocente e chiedendosi chi lo risarcirà per il carcere subito. Non ha mancato poi di sottolineare come tanti lo abbiano votato e che il volere di costoro debba essere rispettato. Solito ritornello che pare autorizzare un assoluto spregio per le regole e le istituzioni.
In punta di diritto Mantovani doveva parlare, ma il suo intervento e la sua presenza credo siano stati inopportuni e giocati solo in chiave di personale tornaconto politico. Anche questo è un modo per mancare di rispetto alle istituzioni.
Alcuni quotidiani hanno sottolineato il silenzio e le facce scure del PD ieri in aula collegandolo con l’arresto del sindaco di Lodi Simone Uggetti.
Personalmente sono stato in silenzio e, forse, avevo la faccia scura per la duplice mancanza di rispetto nei confronti dell’istituzione del Consiglio regionale cui stavo assistendo.
Pensare di essere stato eletto a rappresentare i lombardi per assistere a sceneggiate ad esclusivo uso mediatico mi mette una grande tristezza.

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