World Water Day: una sfida per la Lombardia

22 marzo 2016 di fabio pizzul

In Lombardia ogni secondo si consumiamo oltre 4 milioni di litri di acqua. Ma ancora un 8% della popolazione non può contare su una rete fognaria. La Lombardia è una regione ricchissima d’acqua, ma ha anche un grande consumo e un serissimo problema di qualità, soprattutto per quanto riguarda i fiumi che corrono attorno a Milano e alle altre aree industriali.
Si celebra oggi la Giornata Mondiale dell’Acqua con il titolo: ‘Better water, better jobs’. L’obiettivo, anche per la Lombardia, è quello di migliorare la qualità dell’acqua per trasformare le società, le economie e i processi produttivi, le condizioni di vita delle famiglie e delle persone sui posti di lavoro.

L’acqua rappresenta un fattore chiave, anche per la nostra regione, per lo sviluppo di opportunità di lavoro, sia direttamente legati alla sua gestione, come la fornitura, le infrastrutture, il trattamento delle acque reflue, sia in settori economici che sono fortemente dipendenti dall’acqua come l’agricoltura, la pesca, l’industria e il turismo.
Lavorare per garantire acqua di buona qualità, come piace sottolineare alla mia collega consigliera Laura Barzaghi, dovrebbe essere la priorità nelle politiche pubbliche, ad ogni livello, e in quelle di ogni azienda privata.

I numeri dell’acqua lombarda sono impressionanti: 20 Consorzi di bonifica; 54.333 le aziende agricole, che vedono nell’acqua un fattore fondamentale di sopravvivenza e occupano 137.447 addetti; 321 le centrali idroelettriche; il turismo fluviale e lacustre conta 55mila imprese per 241mila addetti.

In Lombardia ci servono 4.126.914 litri al secondo. Il 66,7% per l’industria idroelettrica, il 23% per l’agricoltura, il 6,3% per l’industria in genere, il 3,2% per usi potabili e civili e “solo” lo 0,9% per la piscicoltura.

La gestione dell’acqua in tutte le sue fasi e utilizzi è affidata al servizio idrico integrato che conta su 1.105 impianti di depurazione con un 92% di popolazione servita da fognatura (l’8% ne è ancora sprovvisto!) e su 1.226 acquedotti con 2.585 impianti di captazione.

In Lombardia c’è davvero ancora molto da fare, a partire dalla manutenzione della rete fognaria e dal risanamento dei fiumi, soprattutto quelli attorno a Milano e alle zone industriali, gravemente inquinati e problematici per l’impatto ecologico sulle zone attraversate oltre che per le frequenti esondazioni dovute all’eccesso di cementificazione degli alvei.

Milano e la Lombardia hanno costruito sull’acqua la propria prosperità, ma negli ultimi decenni hanno trascurato e consumato questo vero e proprio tesoro che la natura ha consegnato loro.
E’ tempo di cambiare il nostro atteggiamento e di costruire le condizioni perché l’acqua torni ad essere un fattore di ricchezza per la Lombardia di oggi e, soprattutto, di domani.

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