Anticorruzione: Cantone stoppa Maroni, o forse no… A voi l’ardua sentenza!

10 marzo 2016 di fabio pizzul

Martedì prossimo il consiglio regionale sarà chiamato a discutere la proposta di legge di istituzione dell’Autorità Regionale Anti Corruzione (ARAC), voluta da Maroni per dimostrare il proprio impegno contro il malaffare.
A me pare tanto un goffo auto-commissariamento del governatore che dichiara implicitamente di non riuscire a controllare neppure i suoi collaboratori, ma io sono sempre maligno.
Oggi, intanto, è intervenuta sul tema l’ANAC diretta da Raffaele Cantone e…
Secondo Maroni avrebbe dato il via libera al progetto, secondo l’opposizione lo avrebbe bocciato.
Com’è possibile?
Leggete un po’…

Dichiarazione di Maroni diramata da “Lombardia News”:
”Cantone mi ha preavvertito della cosa, non appena mi arriva il suo parere lo studio e ci mettiamo
al lavoro per le eventuali modifiche. Considero molto apprezzabile la decisione dell’Anac che e’ un sostanziale via libera”: lo ha detto Roberto Maroni, commentando la decisione dell’Anac sul progetto di legge della Regione Lombardia per l’Arac.

Comunicato stampa del gruppo PD:
“Con le parole di Cantone l’idea dell’Arac come concepita da Maroni è chiaramente bocciata. Ora occorre ripartire da capo: Maroni ritiri il progetto di legge e accetti il confronto con tutto il Consiglio sugli strumenti di controllo a supporto della Regione.” Lo dichiarano il capogruppo del Pd in regione Lombardia Enrico Brambilla e il presidente della commissione speciale Antimafia Gian Antonio Girelli a commento della delibera dell’Autorità nazionale anti corruzione che boccia di fatto l’autorità regionale voluta da Maroni.

Ci avete capito qualcosa?
Poco, vero?
E allora vi copio qui di seguito il comunicato dell’ANSA che riporta la notizia della comunicazione pervenuta dall’ANAC.
Giudicate voi.
Credo che, comunque, abbiate già intuito la mia posizione.

++ Corruzione:Anac a Lombardia, legge su Arac da rivedere ++
Apprezzabile, ma determinerebbe sovrapposizione poteri Authority
(ANSA) – MILANO, 10 MAR – Il progetto di legge della Regione
Lombardia per istituire l’Autorita’ regionale anticorruzione
(Arac), e’ “apprezzabile” perche’ mira a prevenire abusi, ma per
come e’ impostato determinerebbe una struttura con compiti e
poteri identici a quelli demandati per legge all’Autorita’
nazionale anticorruzione. La norma predisposta interviene,
infatti, in un ambito in cui la competenza legislativa e’ dello
Stato. Alla luce di tali motivazioni l’Anac chiede alla Regione
di rivedere il progetto perche’ sia coerente con le competenze
statali. (ANSA).

Corruzione:Anac a Lombardia, legge su Arac da rivedere (2)

(ANSA) – MILANO, 10 MAR – La decisione e’ contenuta in una
delibera assunta ieri, firmata dal presidente dell’Anac,
Raffaele Cantone, e trasmessa alla Regione Lombardia. Nella
delibera si sottolinea, in sostanza, che l’istituzione di un
organo collegiale e consultivo da parte della Regione sarebbe
nel solco della legge e anzi consentirebbe di rafforzare
l’attivita’ dell’Authority nazionale. Un organo terzo, invece,
rischierebbe di andarsi a sovrapporre con l’Anac e potrebbe
anche produrre pareri in contrasto o comunque non omogenei
rispetto a quelli dell’Autorita’ nazionale.
Nella legge regionale si prevede che il Consiglio dell’Arac
sia composto da 5 membri nominati dal Consiglio regionale su
proposta della Giunta, scelti tra esperti di alta
professionalita’ e notoria indipendenza. Compiti dell’Arac,
svolgere funzioni di prevenzione e di contrasto della corruzione
in tutte le attivita’ svolte dalle strutture della Regione,
comprese le societa’ partecipate e controllate, con particolare
riferimento agli appalti pubblici e a ogni attivita’ che
potenzialmente possa sviluppare fenomeni corruttivi. Tra i suoi
poteri, quello di diffidare gli enti regionali pubblici e
privati ad adottare atti o provvedimenti richiesti dai piani
anticorruzione e dalle regole sulla trasparenza dell’attivita’
amministrativa, e quello di rimuovere comportamenti o atti
contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza. Ma in
questo modo i suoi compiti “sono identici a quelli previsti dal
legislatore nazionale per l’Anac”.
Per questo “nell’apprezzare la volonta’ espressa dalla Giunta
regionale”, l’Anac richiama pero’ l’attenzione sulla “coerenza
tra alcune previsioni del progetto di legge e la competenza
statale in materia di prevenzione della corruzione”. E
sottolinea che il legislatore regionale non puo’ istituire un
organo avente compiti analoghi a quelli dell’Autorita’ nazionale
anticorruzione, cui spetta, in base alla legge 190/2012,
approvare il Piano nazionale anticorruzione, contenente
obiettivi e linee guide rivolte a tutte le pubbliche
amministrazioni della Repubblica al fine dell’adozione di
effettive misure di contrasto alla corruzione.

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