Mezzi gratis? Magari, ma prima…

28 gennaio 2016 di fabio pizzul

Ha suscitato grande dibattito la proposta di Francesca Balzani di azzerare il biglietto per i mezzi pubblici di superficie. Sognare non costa nulla e serve a immaginare il futuro, ma credo che la proposta (certamente suggestiva) non faccia i conti con una realtà che ha bisogno di piccoli passi concreti per far sì che Milano si ponga come guida della mobilità sostenibile.
Butto lì qualche considerazione. Banale, ma concreta.

Più che garantire la circolazione gratuita (che andrebbe pensata per le fasce più svantaggiate) mi parrebbe interessante studiare un sistema per introdurre, oltre al biglietto a validità oraria, una modalità di pagamento legata alla percorrenza. Sarà banale, ma piuttosto che pagare 1,50 € per fare tre fermate di tram, un milanese fa altre scelte, non ultima quella dell’autovettura privata. Una tessera a scalare con possibilità di pagare la percorrenza effettivamente utilizzata potrebbe essere un incentivo interessante.

Il ragionamento sulla percorrenza vale a maggior ragione per le tratte del Metro, comprese le extraurbane. Che senso ha che chi fa tre fermate, che ne so, da Cologno sud a Cimiano, paghi più di chi fa 18 fermate da Gobba a Famagosta? Per non parlare poi del salasso a cui sono sottoposti coloro che devono percorrere più di una zona extraurbana.

Andrebbe anche semplificato e allargato il sistema di acquisto dei titoli di viaggio. Perché mai è possibile acquistare con un SMS o con la App di Atm solo il biglietto urbano e quello per Rho-Fiera? Non credo sia complicatissimo dare la possibilità di acquistare anche i titoli di viaggio extraurbani. Anche questo sarebbe un segnale importante per la Città Metropolitana. Per non parlare poi del fatto che sulla card di ATM non possono essere caricati i biglietti extraurbani, ma solo quelli urbani.

Segnalo anche come i parcheggi di corrispondenza attestati alle stazioni più periferiche della metropolitana cominciano a diventare insufficienti penso, in particolare, a Famagosta e a Cologno Nord. Sempre in tema di parcheggi, lasciare una bicicletta a una stazione della MM extraurbana è una sorta di scommessa, sia per la difficoltà di trovare un luogo adatto per legarla, sia per il rischio furto e vandalismo, sempre molto alto. Perché non pensare a parcheggi custoditi con ciclo-officina? Esistono, ma sono mosche bianche.

Mi fermo qui, ma il ragionamento e le proposte, banali, potrebbero continuare.

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