Mense scolastiche di Corsico: a che punto siamo?

20 gennaio 2016 di fabio pizzul

Dopo giorni passati alla ribalta dei media nazionali, il “caso Corsico”, ovvero la querelle sul pagamento della mensa scolastica e sul trattamento da riservare ai morosi, è tornato nell’ombra. Ma com’è la situazione? Tutto risolto?
Vi rilancio un resoconto che mi è giunto dai comitati genitori delle scuole di Corsico.
Un punto di vista “militante” che penso possa essere molto utile per ribadire come il clamore mediatico, alla fine, non contribuisca a risolvere i problemi.

Con la ripresa dell’anno scolastico, dopo il periodo di pausa natalizio, la situazione mensa nelle scuole corsichesi è stata di grande caos ed emergenza. Nel susseguirsi di decine di comunicati stampa del Comune, interviste su radio, tv e giornali il caos si è riflettuto anche nell’informazione, per cui la gran parte delle cittadine e cittadini corsichesi non ha più realmente compreso quali siano stati gli eventi, le problematiche, le soluzioni, i numeri e la posizione di chi la scuola la vive, dai genitori ai dirigenti.
Noi Comitati dei Genitori corsichesi in questa situazione abbiamo sin da subito fatto squadra, vigilando e tenendoci costantemente informati della situazione, seppur complicata e senz’altro delicata, al fine di tutelare le nostre bambine e bambini e la scuola tutta.
In quanto genitori ci siamo confrontati sull’argomento già da diversi mesi, dal momento che questa decisione era stata comunicata a Luglio 2015 (il comunicato stampa del comune titolava “La ricreazione è finita per i furbi”). Il 14 dicembre 2015 è stato poi dato l’ultimatum, per il quale dal 7 gennaio i bambini figli di genitori “morosi” non avrebbero ricevuto il pasto.

Il Consiglio di Istituto congiunto

I tre comprensivi statali corsichesi – Copernico, Buonarroti, Galilei – hanno concordato un CdI congiunto, urgente e straordinario, per affrontare la difficile situazione, tenutosi in data 21/12/2015 dal quale sono scaturiti due documenti, entrambi protocollati in Comune.
Il primo documento (CdI_Mozione_21122015), votato all’unanimità, contiene le seguenti richieste:
– distinguere i “furbetti” dai semplici ritardatari e dalle famiglie realmente indigenti,
– affrontare la risoluzione dei singoli casi con l’aiuto della Scuola che realmente conosce le situazioni familiari,
– non assegnare ai docenti compiti di rilevazione delle ‘assenze per morosità’, né allontanare dal refettorio scolastico gli alunni che il Comune ha deciso di escludere dalla erogazione del pasto,
– rinviare il provvedimento in modo da poter trovare soluzioni condivise tra Amministrazione comunale e Istituzioni scolastiche.
Nel secondo documento (CdI_Lettera_2112015), anch’esso protocollato in Comune, votato a maggioranza e condiviso con tutti e quattro i Comitati dei genitori corsichesi, si pone l’attenzione sulle conseguenze etiche e pedagogiche derivanti da questo tipo di scelta.
A entrambi i documenti non è stata inviata, a oggi, risposta alcuna.

Cosa è successo dal 7 Gennaio 2016?

Il giorno 7 gennaio 2016 i nostri bambini e le nostre bambine, le insegnanti e gli insegnanti sono tornati sui banchi di scuola e hanno dovuto affrontare situazioni di grande difficoltà. Ai Presidi è stata comunicata la lista dei bambini figli di genitori “morosi” con la precisa indicazione di non farli accedere al servizio – nel caso delle scuole dell’infanzia comunali – o al refettorio nel caso delle scuole statali. Ogni Istituto ha dovuto affrontare l’emergenza.
La gran parte di questi bimbi – nelle scuole statali – non aveva portato il pasto da casa, per cui i dirigenti hanno dovuto provvedere a contattare telefonicamente le singole famiglie per valutare, caso per caso, come affrontare il momento del pranzo.
Molti genitori sono andati a riprendere a scuola i propri figli. La maggior parte di questi bambini, nelle scuole elementari, non sono ritornati nelle proprie classi nel pomeriggio. Altri genitori hanno provveduto a portare i panini ai propri figli, ma i Presidi e gli insegnanti hanno dovuto affrontare la problematica di tanti bambini senza pasto sia nelle scuole dell’infanzia sia nelle scuole primarie.
Gli insegnanti hanno ceduto il proprio pasto ai bambini e, per gestire l’emergenza, si è condiviso quanto a disposizione. Le numerose assenze, soprattutto nelle scuole dell’infanzia, hanno aiutato ad affrontare così i primi difficili giorni.
Due bambini con diete particolari sono rimasti senza pranzo il primo giorno, non potendo condividere il pasto normale. Sin dal 7 gennaio 2016 non è stato fornito a tutti i bambini il pasto caldo, come riportato invece da alcuni giornali.
La situazione ha creato grossi problemi organizzativi: se nelle scuole dell’infanzia i bimbi mangiano in classe, semplificando così le temibili divisioni, nelle elementari invece il problema si è posto. Alcune scuole hanno deciso di far mangiare comunque tutti insieme, mentre in altre scuole si è dovuto organizzare il pasto su turni, prima quelli col pasto caldo, poi “i panini”.
Un ringraziamento va ai nostri Presidi, che hanno limitato e gestito con la dovuta delicatezza una situazione terribile sia per gli insegnanti sia per i ragazzi.
Un discorso a parte riguarda la scuola dell’Infanzia comunale Dante, dove ad attenderli il 7 gennaio c’erano i dirigenti comunali, Sindaco e alcuni assessori. I bambini, fatti entrare tutti in unico ambiente, sono stati poi divisi davanti a tutti i genitori presenti, rimandando a casa le famiglie nella lista: tali bimbi non sono proprio stati fatti entrare in classe, invitando i genitori ad andare a sanare la propria posizione debitoria.

A Corsico non siamo tutti “furbetti”

I numeri di bambini vittime di tale situazione è andato calando giorno dopo giorno, come le decine di interviste e comunicati stampa hanno informato. Ci preme comunque sottolineare alcuni aspetti.
I Comitati dei genitori sono i primi a chiedere giustizia in merito all’evasione fiscale e alle situazioni debitorie dei corsichesi tutti. Un comune che funziona è un Comune in cui ciascuno fa la sua parte, rispettando le regole e pagando le tasse e i preziosi servizi di cui usufruisce.
Ciò premesso non è tollerabile che siano i bambini a pagare le situazioni debitorie degli adulti, vivendo sulla propria pelle l’esclusione, la divisione e la punizione di non poter godere degli stessi diritti dei propri amici.
Non è tollerabile che ci si lavi le mani delle difficoltà in cui la Scuola si è – suo malgrado – ritrovata, non avendo risposto alle richieste già esposte dai Dirigenti scolastici e dai CdI tutti.
Riteniamo fuorviante associare la situazione debitoria solo a quelli ormai da tutti definiti “furbetti”: nelle prime circa 500 famiglie additate come “furbette” ce ne sono state molte che avevano debiti inferiori a 50 euro. Tanti con il bollettino dimenticato del solo mese di giugno, l’unico che viene spedito a casa durante il periodo delle vacanze scolastiche, oltre a decine di famiglie in difficoltà non attenzionate dai servizi sociali.
Non tutte le famiglie colpite da tale decisione “hanno il SUV o vanno alle Maldive”.
Si rientra inoltre nelle fasce ISEE che assicurano un trattamento meno oneroso, se il reddito dell’anno precedente a quello in corso lo permette. Una perdita del lavoro nell’anno corrente provoca una reale perdita di reddito e non permette di rientrare in quelle fasce tutelate. A questo si aggiunge che la soglia massima viene applicata con un reddito bassissimo e il costo del pasto è mediamente più alto che in altri comuni: non è facile far fronte al costo mensa per due o tre figli in un momento di difficoltà economica, né sarà facile mantenere gli impegni presi per molti di quanti hanno rateizzato anche per decenni il proprio debito. Ricordiamo che alla prima rata non pagata si rientra nella lista, quindi ogni mese si riproporrà il problema.
Ci chiediamo inoltre, soprattutto in virtù di queste dilazioni concesse solo da metà dicembre in poi, quanto il comune abbia realmente incassato e quanto invece sia un debito spostato sul futuro. Vale la pena un simile provvedimento?
C’è molta confusione anche sul tempo mensa: il tempo pieno, che prevede le 40 ore, implica il tempo mensa come tempo scuola. Non è quindi possibile portare a casa a mangiare i propri figli, se non nei casi di eccezionalità.

Cosa hanno fatto i Cg corsichesi?

Noi Cg corsichesi dei 4 comprensivi – Dante, Copernico, Galilei e Buonarroti – in seguito a quanto precedentemente esposto, abbiamo inviato in data 15/1/2016 tramite Pec una richiesta all’amministrazione comunale (CG_Lettera_15012016), in copia a tutti i dirigenti, nella quale chiediamo il reintegro IMMEDIATO di tutti i bambini e le bambine esclusi dal servizio mensa e dai servizi scolastici comunali e che, in futuro, le disposizioni riguardanti la Scuola siano sempre concordate con tutte le rappresentanze scolastiche in un clima di apertura al dialogo e ampia collaborazione.
Abbiamo inoltre avviato una petizione online con relativa raccolta di firme perché una decisione che penalizza un minore per inadempienza da parte di un adulto NON deve ricadere sul minore stesso. Gli adulti devono trovare le soluzioni e i bambini devono andare a Scuola, mangiare, giocare, con serenità.
Ci sono state chieste da alcuni genitori informazioni in merito al fondo di solidarietà. Noi Cg corsichesi operiamo da sempre e per statuto in favore delle scuole, attraverso svariate iniziative, feste ed eventi. Siamo quindi disponibili da sempre a raccolte trasparenti in favore delle famiglie in difficoltà, ma nello specifico della situazione mensa non siamo mai stati contattati dall’Amministrazione comunale.

E oggi?

Oggi la situazione è ancora straordinaria. A oggi abbiamo ancora una situazione per cui in tutte le scuole di Corsico un numero variabile di bambini non accedono al pasto caldo, portando da casa cibo di fast food piuttosto che casalingo.
Si pongono così molte questioni, affrontate anche nel Cdq (Circolo di Qualità) del 19 Gennaio 2016, al quale i dirigenti, i funzionari e l’Assessore preposto non si sono presentati.
In attesa dell’incontro, finalmente concordato, tra Presidi e Amministrazione comunale, restano le domande, pertinenti i più vari aspetti, poste nel Cdq e alle quali chiediamo una risposta dall’Amministrazione comunale:
– Può entrare in mensa cibo non fornito da Camst?
– È possibile consumare i pasti – di Camst e portati da casa – nello stesso ambiente?
– E’ possibile non coinvolgere i bambini nel recupero crediti?
– E’ possibile creare un gruppo di lavoro che coinvolga membri del CdI, Cg e Cdq e dell’Amministrazione per gestire l’emergenza?
– E’ sostenibile economicamente il servizio di mensa, nel momento in cui sempre più persone porteranno il pasto da casa?
Il fatto che la problematica mensa sia gestita con delicatezza e nel modo migliore dai dirigenti e da quanti lavorano nelle scuole, non significa affatto che si sia risolta e che si sia tornati alla normalità.

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