Lo “Ius soli sportivo” è legge: meno problemi per i minori stranieri che fanno sport

14 gennaio 2016 di fabio pizzul

Il Senato, con 215 sì, 6 no e 2 astenuti,ha approvato il cosiddetto “Ius soli sportivo”. ovvero una norma per favorire l’integrazione sociale dei minori stranieri residenti in Italia mediante l’ammissione nelle società sportive appartenenti alle federazioni nazionali, alle discipline associate o agli enti di promozione sportiva. Contraria solo la Lega.
Un provvedimento che semplificherà la vita dei giovani stranieri che fanno sport e che spesso, negli ultimi anni, hanno dovuto affrontare lunghe traversie burocratiche per poter scendere in campo.

“Il ddl – spiega la relatrice Josefa Idem – favorisce il tesseramento, a società sportive delle federazioni nazionali, di giovani stranieri nel momento di passaggio dall’attività di base a quella agonistica”.

Il senatore Pd Andrea Marcucci presidente della commissione Sport e istruzione a Palazzo Madama in una nota ha commentato positivamente l’approvazione dello Ius Soli sportivo: “L’approvazione definitiva al Senato del ddl per l’integrazione dei minori stranieri residenti in Italia mediante l’ammissione nelle società sportive compiamo è una tappa molto importante verso il riconoscimento della cittadinanza sportiva che mira a superare la disomogeneità di statuti delle federazioni sportive. Il ddl riconosce il ruolo fondamentale della funzione sociale che lo sport deve avere in una società migliore ed evoluta”

Plauso anche dalla parlamentare Valentina Vezzali, che è deputata e vicepresidente di Scelta Civica: “L’approvazione al Senato del cosiddetto Ius soli sportivo attesta ancora una volta come lo sport possa essere un eccezionale strumento di integrazione sociale. Vivo questa approvazione come un grande riconoscimento allo sport ma anche come un compiacimento per i tanti sacrifici dei tanti che, da anni, sul territorio nazionale promuovono i veri valori sportivi quali la lealtà, il gioco di squadra, la disciplina ed il rispetto dell’altro”.

La Lega ha sempre criticato il provvedimento perchè lo definisce una misura che favorisce il travaso di africani in Italia coronando il sogno dei trafficanti di baby calciatori.

Il testo, in realtà, prevede la possibilità di tesseramento per i minori di 18 anni che non sono cittadini italiani e che risultano regolarmente residenti nel territorio italiano da quando hanno compiuto almeno 10 anni. Di fatto lo “ius soli sportivo” con gli stranieri potranno accedere alle stesse procedure previste per i cittadini italiani.

Potranno anche esserci abusi, ma questi vanno perseguiti e non utilizzati come scusa per penalizzare le centinaia di ragazzi stranieri che non diventeranno mai campioni e hanno solo l’ambizione di poter fare sport con i loro coetanei.

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