Cammini storici? No, grazie, non interessano alla Lombardia di Maroni.

10 gennaio 2016 di fabio pizzul

Cammini religiosi? No, grazie, alla Lombardia di Maroni non interessano.
Durante la recente discussione sulla legge di stabilità regionale per il 2016, il consigliere regionale PD Luca Gaffuri ha presentato un ordine del giorno con cui chiedeva alla giunta regionale di sostenere il recupero e la promozione dei cammini storici religiosi che transitano sul territorio lombardo. In pieno Giubileo della Misericordia sembrava una bella occasione per agevolare chi volesse giungere a piedi fino a Roma utilizzando, ad esempio, la via Francigena.
La risposta della maggioranza è stata quella che ho riportato nel titolo e nell’incipit di questo articolo. Davvero incomprensibile.
Per fortuna, a livello nazionale, il governo la pensa in maniera diversa, come spiega l’on. Paolo Cova in un resoconto che vi ripropongo.

Ne conosco tanti e per questo so che ha scatenato una pesante indignazione l’ultima decisione presa da Regione Lombardia nei loro confronti; sono i “camminatori”, viandanti, pellegrini e turisti che ancora una volta vengono penalizzati dall’ottusità di Maroni e soci, per nulla intenzionati a investire sui cammini storici. Durante la discussione sul bilancio regionale, infatti, è stata bocciata dalla Lega e dal resto del centrodestra la proposta contenuta in un ordine del giorno di un consigliere regionale del Pd che chiedeva di valorizzare i cammini storici lombardi.

E questo proprio mentre a livello nazionale la legge di stabilità metteva in previsione 3 milioni di euro destinati alla realizzazione di itinerari turistici a piedi. Inoltre, ricorderete che è stato approvato un mio ordine del giorno che impegna il Governo a valutare la possibilità di finanziare gli enti locali per interventi di valorizzazione e messa in sicurezza dei Cammini italiani attraverso una segnaletica puntuale dei tracciati, percorsi accessibili e una ospitalità adeguata per i viandanti. A fronte di tutto questo Regione Lombardia ha detto ‘no’ a questa opportunità, quindi non crede alla possibilità di sviluppo economico e turistico attraverso la valorizzazione di questi percorsi, appunto. E non si rende conto che molte aree potrebbero trarre un sostanzioso beneficio.

Eppure basterebbe guardare un attimo oltre il proprio naso: altre regioni da decenni hanno investito in questo particolare settore turistico, ad esempio Toscana e Lazio, e ne hanno ampiamente beneficiato i territori. Regione Lombardia rifiuta questa forma di turismo, nonostante l’ordine del giorno del consigliere mettesse le basi per cominciare a muoversi in quest’ambito. Ma Maroni, la Lega e la Giunta di centrodestra decidono di rimanere nell’immobilismo: portare sviluppo economico e dare lustro ai nostri territori è lontanissimo dai loro progetti, anche se a parole dicono il contrario.

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