Mense scolastiche e famiglie morose. Il caso Corsico arriva in regione.

8 gennaio 2016 di fabio pizzul

Bambini esclusi non solo dalla mensa, ma anche dalla scuola. E’ accaduto, a quanto riferiscono testimoni locali e fonti giornalistiche, a Corsico. Il sindaco, dopo aver annunciato di intendere con ogni mezzo recuperare quanto dovuto dalle famiglie per il pagamento della mensa scolastica, è passato alle vie di fatto, con un atteggiamento che, francamente, mi pare insensato e discriminatorio.
I furbi vanno stanati, e su questo non c’è dubbio, ma chi è in difficoltà non va né punito né messo alla gogna. Inaccettabile, poi, che si faccia pesare tutto questo sulle spalle dei bambini.
Abbiamo presentato una interrogazione con risposta immediata “question time” per capire da Regione Lombardia come intenda intervenire sul caso di Corsico e in molte altre situazioni del genere.
IQT-1251-Corsico mensa scolastica

Da Corsico, ieri, è arrivata questa lettera, firmata da un genitore delle scuole locali.

Buon Anno. Per noi è stato un rientro tristissimo.

Come preannunciato il sindaco Errante ha mantenuto la linea dura. Oggi all’ingresso della Materna Dante, sono stati allontanati i genitori morosi con i loro figli. Una gestione in puro clima nazista. Il dirigente Papa, con un elenco in mano, controllava chi entrava.  Il momento mensa,  per le scuole statali, è stato demandato completamente ai dirigenti scolastici e solo più tardi sapremo come sarà stato gestito.

Mi domando, mai possibile che nessuno di voi presso le Istituzioni preposte ravvisi una VIOLAZIONE DEI DIRITTI CIVILI DEL BAMBINO? Sono incredula di fronte a tanta inerzia.

Mi aveva garantito che avrebbe interessato gli uffici competenti.  In buona fede ho creduto che si arrivasse ad una soluzione più di buon senso.

Sono affranta e come altri genitori sto cercando soluzioni a questo problema.

La prego di farmi sapere a chi possono rivolgermi per avere delle delucidazioni.

Cordiali saluti

Quello di Corsico non è un caso isolato in Lombardia.
Diverse amministrazioni comunali hanno deciso di agire sul fronte del mancato pagamento della mensa scolastica da parte delle famiglie, anche perché le cifre iniziavano ad essere, in alcuni casi, molto elevate.
Nessuno mette in discussione la necessità di attivarsi contro la morosità, in particolare quando si tratta di un atteggiamento di furbizia o menefreghismo da parte di famiglie che avrebbero la possibilità di pagare la cifra indicata dal comune per la mensa scolastica.
Mettere in atto però un’operazione come quella vista ieri a Corsico, con funzionari comunali che avrebbero addirittura impedito l’accesso alla scuola materna ai bambini le cui famiglie non hanno pagato il dovuto è assolutamente inaccettabile, secondo la logica, ma anche e soprattutto secondo la più elementare necessità di rispettare i diritti fondamentali dei minori.

Per completare il quadro, vi propongo anche l’intervento di un consigliere comunale di Corsico e una petizione sottoscritta da altre 250 cittadini corsichesi.

Da Luigi Salerno consigliere comunale di Corsico Pd

“Stamattina mi sono recato presso la scuola comunale dell’infanzia Dante. Lì ho trovato il Sindaco, Assessore ai servizi sociali, addetto stampa, oltre al dirigente comunale preposto. C’era un elenco con i bambini a cui era negato l’accesso: agli accompagnatori dei bambini veniva chiesto di passare dall’ufficio economato per saldare il debito, altrimenti niente scuola. Alla domanda: “I servizi sociali del Comune di Corsico hanno convocato queste 16 famiglie prima di stamane, per comprendere come mai non hanno pagato?”, la risposta è stata un secco: “NO”. La domanda sorge spontanea: perché il Comune non ha accertato preventivamente se queste famiglie fanno parte dei “furbi” o dei “bisognosi”?”

 

Petizione dei cittadini promotori

I bambini non hanno colpe

 

Oggi, 7 gennaio 2016, come annunciato dal Sindaco Errante, è stato attuato il provvedimento di sospensione dei servizi comunali nei confronti dei bambini i cui genitori risultavano ancora iscritti negli elenchi dei “morosi”.

La scuola, com’era prevedibile, è piombata nel caos più assoluto.

Alcuni bambini (tra quelli nell’elenco) non si sono presentati a scuola, molti altri erano presenti e, tra questi, la maggior parte non aveva il pasto.

La scuola ha dovuto impiegare tutte le sue risorse per contattare le famiglie, ha dovuto subire gli insulti e le arrabbiature da parte di molti genitori (che pensano che la responsabilità sia da attribuire all’istituzione scolastica!), ha dovuto impegnare gli insegnanti su doppi turni di lavoro.

Purtroppo non tutte le famiglie erano contattabili e il rischio di lasciare senza pasto molti bambini si è fatto elevato. Per fortuna, in assoluta emergenza, è stata trovata una temporanea soluzione al problema e, probabilmente, nessun bambino resterà senza pranzo, oggi.

Corre l’obbligo rilevare che molte famiglie si sono dichiarate all’oscuro di questo provvedimento.

Ci chiediamo: non era proprio possibile accettare la proposta di rinviare l’attuazione della sospensione del servizio e cercare un coordinamento con le scuole? Non era proprio possibile aspettare un po’ e permettere agli uffici di fornire elenchi più aggiornati, che tenessero conto anche delle famiglie che, in questi ultimi giorni, hanno accettato piani di rientro del debito? Non era proprio possibile contattare in modo diretto le famiglie per capire i reali problemi economici?

Era proprio necessario utilizzare un metodo così invasivo e devastante?

Ribadiamo la posizione già assunta in precedenza e riteniamo che i bambini non debbano pagare colpe dei genitori: mai.

Se l’amministrazione comunale, tuttavia, ritiene che l’unico sistema utile per rientrare di una somma che è sicuramente importante, sia questo, pensiamo che si dovesse concordare la modalità operativa di gestione con chi, di fatto, si trova di fronte all’emergenza e non abbandonare la scuola a se stessa.

Questo avrebbe dovuto essere lo spirito di collaborazione tra enti che devono convivere sullo stesso territorio.

Denunciamo la chiusura totale di chi governa la Città nei confronti di qualsiasi forma di dialogo.

Denunciamo il silenzio assurdo dell’assessore con delega alle Politiche educative.

Denunciamo l’indifferenza nei confronti delle mozioni presentate dai tre Consigli di Istituto, riuniti in seduta congiunta.

Denunciamo… con la consapevolezza che, probabilmente, anche questa posizione cadrà nel vuoto, ma crediamo che il mondo della scuola sia un mondo “sacro”, che i nostri figli vadano tutelati, che gli insegnanti possano lavorare serenamente con i loro alunni.

Crediamo fermamente che il futuro di questa Città dipenda dalla capacità di creare reti di collaborazione e non muri e contrapposizioni.

 

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