Smog a Milano. Buone notizie in arrivo e qualche altro dato…

29 dicembre 2015 di fabio pizzul

smog_29_dic_2015La foto che vedete è stata scattata intorno alle 13.30 di oggi dal 14° piano del Pirellone.
Pare evidente la cappa di smog che staziona su Milano.
I notiziari meteo sostengono che l’attuale situazione abbia le ore contate: tra il 30 e il 31 dicembre dovrebbe arrivare un flusso di aria fredda da Nord est in grado di spazzare la nebbia e, di conseguenza, l’inquinamento.
Saranno serviti i tre giorni di blocco totale del traffico a Milano?
Sarà stato utile bloccare per oltre un mese i diesel più inquinanti?
Dobbiamo rassegnarci a sperare in condizioni ambientali e meteo favorevoli?
Le domande sono più delle possibili risposte.
In molti dicono che quello che manca è una strategia globale sull’inquinamento.
Sarebbe già una bella cosa capire da dove arriva il famigerato PM10.

Il PRIA, piano regionale di interventi per la qualità dell’aria) licenziato nel 2013 da Regione Lombardia ci offre qualche interessante dato concreto in questo campo.
Le ricerche hanno dimostrato che le polveri sottili (PM10; PM2,5) sono formate, oltre che da una
componente primaria direttamente emessa dalle combustioni o dai risollevamenti delle stesse,
anche da processi di formazione di una componente secondaria che si genera in atmosfera a
partire da componenti gassose quali ossidi di zolfo e azoto, ammoniaca e composti organici volatili
(composti cosiddetti precursori) provenienti da fonti emissive poste nel territorio regionale della
Lombardia ma – in misura importante – anche da fuori del territorio regionale. Tali inquinanti si
combinano in atmosfera per effetto di complesse reazioni fotochimiche che sono favorite, in
modo molto rilevante, dalle condizioni meteo climatiche tipiche del bacino padano,
particolarmente critiche e favorevoli all’accumulo degli inquinanti. Si tenga conto che le analisi di
composizione del particolato hanno rilevato che durante il periodo invernale il contributo della
componente secondaria sul totale della massa di PM10 è mediamente di circa il 55%; per il PM2.5
tale contributo sale in media al 75%.

Vi propongo anche qualche grafico.

Nel primo si suddividono le fonti di produzione del PM10 in primarie e secondarie.
PM10 fonti di produzione

Nel secondo si dettaglia le fonti cosiddette primarie.
PM 10 fonti primarie

Nel terzo si presentano le fonti secondarie inorganiche.
Pm10 fonti secondarie inorganiche

Nel quarto si presentano le fonti secondarie organiche.
PM 10 fonti secondarie

Da tali dati quindi risulta che i maggiori contributi al PM10 sono dati da:
• riscaldamento domestico (combustione della legna/biomassa) per il PM10 organico;
• traffico diesel per gli NOX (ossidi di azoto – PM10 inorganico), usura freni e pneumatici per il PM10 primario;
• uso di solventi, traffico motocicli per i COV (composti organici volatili);
• agricoltura per l’NH3 (ammoniaca).

Ancora più esplicito è il seguente grafico che riassume i macrosettori di produzione delle polveri sottili.
PM10m percentuali macrosettori

I risultati sopra riassunti sulla composizione del PM10 in Lombardia, sono stati ottenuti
grazie al progetto PARFIL, PARticolato atmosferico FIne in Lombardia, un progetto
della durata di 6 anni, dal 2002 al 2008.

Credo che siano dati interessanti sui quali le discussioni non mancano.
Mi pare confermino come sia necessario agire su più fronti: i singoli interventi spot non servirebbero a molto.

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