Il 2016 di sport, cultura e istruzione in Lombardia? Tagli e ancora tagli.

4 dicembre 2015 di fabio pizzul

Pochi soldi per lo sport. L’edilizia scolastica azzerata. Cultura, musei e cinematografia massacrati. Ma intanto la comunicazione istituzionale – quella che serve a propagandare l’attività di Maroni – rimane inalterata se non anche rimpinguata. Il quadro che emerge dal bilancio di previsione 2016-2018 per i capitoli di competenza della VII Commissione Cultura, istruzione, formazione, comunicazione e sport è desolante.

Ho notato, sia sul 2015 che sul 2016, che l’autunno porta un vento di pessimismo con tagli da lacrime e sangue, salvo poi trasformarsi in ottimismo all’arrivo della primavera con voci rimpinguate nei bilanci di assestamento. Forse questo mutamento di umore e di risorse è possibile grazie alle buone notizie che arrivano dalle trattative con Roma. A meno che non sia un’operazione furba: prima si piange miseria e poi ci si vanta di aver fatto i miracoli. Chiederei maggiore equilibrio nei documenti finanziari.

Veniamo alle dolenti note del bilancio su istruzione, cultura e sport.
I capitoli sull’edilizia scolastica sono stati letteralmente azzerati, forse perché arrivano fondi dallo Stato, ma la tanto virtuosa regione perchè non fa la sua parte?
Azzerati anche i “contributi a soggetti pubblici per il patrimonio ambientale e quelli per la riqualificazione e l’arredo, come pure la partecipazione a enti di spettacolo ed erano 5.511.026 euro.
Tagliati i trasferimenti ai musei e alle fondazioni e al Fondo unico per il cinema.

Non possiamo però non notare come la voce relativa alle “azioni di comunicazione istituzionale”, sostanzialmente quelle che vogliono pubblicizzare le attività e il governo di Maroni, non sono state per nulla intaccate, anzi, per una sistematizzazione dei capitoli di spesa, a bilancio vedono un aumento di 500.000 euro.

Ci sorbiremo la solita scusa dei tagli del Governo centrale, ma una regione come la Lombardia non può limitarsi a scaricare il barile su altri.

In commissione VII è arrivata comunque anche una buona notizia: il reintegro dei 4 milioni di euro per le scuole dell’infanzia paritarie, che passano così a 8 totali (come lo scorso anno). Ho voluto però esprimere tutta la mia amarezza per come si è svolto il dibattito su questo argomento: praticamente solo sui mass media, quasi che discuterne nelle aule del Consiglio sia del tutto inutile. Anzi, qualche consigliere di maggioranza ha proprio dichiarato ai giornali che gli emendamenti non servono a nulla, ma allora i documenti ufficiali a cosa servono? Il passaggio in Consiglio pare essere diventato solo una scocciatura., Mi auguro che nel futuro ci sia più rispetto dei passaggi istituzionali

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