Formazione professionale: mancano soldi e il futuro non è chiaro

19 novembre 2015 di fabio pizzul

La VII Commissione Istruzione del Consiglio regionale ha incontrato questo pomeriggio l’assessore regionale Aprea per discutere della situazione dei Centri di formazione professionale delle Province, dopo la riforma di questi ultimi enti. Molte le domande aperte, poche le risposte convincenti.

Il punto fondamentale di quanto sta accadendo a queste scuole è che mancano una buona fetta dei soldi che Regione Lombardia avrebbe dovuto trasferire ai Cfp provinciali per il 2015.
In particolare, non sono stati erogati tutti gli stanziamenti previsti per i primi 8 mesi, quelli del vecchio regime che prevedeva, oltre alle doti, un finanziamento diretto ai centri pubblici”.
L’Aprea si è limitata a dire che non spetta al suo assessorato gestire quelle risorse. Ma noi abbiamo sottolineato che certamente spetta a Regione Lombardia sostenere economicamente i centri, almeno in una fase di transizione verso il nuovo modello completamente dotale. E in totale sono ‘spariti’ almeno 10 milioni di euro, non briciole.

I CFP si sono fatti carico negli ultimi anni di una quota crescente di studenti “non dotati”, ovvero non coperti dal finanziamento regionale, garantendo a loro spese che questi non finissero nell’ombra della dispersione scolastica. Ora questo impegno viene pesantemente messo in discussione dal taglio di quasi 11 milioni di fondi per l’anno solare 2015.
Dai dati relativi al sistema formativo delle province e della Città Metropolitana, risulta che 120 dipendenti sono sopranumerari: si tratta di quelli che si occupavano di orientamento nell’offerta formativa, di programmazione. Insomma, personale che ora pare non serva più e che non si sa che fine farà.
Tra i temi che abbiamo affrontato anche quello relativo agli istituti Bauer e Vigorelli di Milano, che sono stati fin qui gestiti dalla Città Metropolitana. Anche per loro nessuna certezza. L’assessore ha suggerito che reperiscano fondi attraverso altri canali, come i bandi ad assegnazione diretta, perché non c’è nessuna certezza riguardo ai loro finanziamenti. In pratica, non sono di nessuno.

Non sono per nulla soddisfatto delle parole dell’assessore.
Ci siamo solo sentiti ribadire che le regole sono cambiate, ma non si prende minimamente in considerazione l’accompagnamento verso il nuovo regime che prevede unicamente il finanziamento tramite la dote assegnata per ogni singolo studente.
Il fatto che dall’assessorato si precisi che è stata attivata una nuova forma di dote definita “dote dispersione” per un ammontare di 5 milioni per il 2015 e che ora i centri possono contare anche su un finanziamento per l’attivazione di contratti di apprendistato per il terzo e quarto anno non rassicura: a regime forse i problemi potranno essere assorbiti, ma serve un sostegno in questa difficile fase di transizione e devono essere garantiti i soldi promessi per il 2015 e già inseriti nei bilanci delle province.
L’assessore si è vantata della qualità dei Cfp lombardi, ma pare dimenticarsi della necessità di salvaguardare un’importante esperienza accumulata negli anni. Pare le basti applicare le nuove regole che porteranno a risparmi mettendo a repentaglio la qualità e l’offerta per i ragazzi.

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