#PrayforParis

14 novembre 2015 di fabio pizzul

Il male assoluto ha fatto nuovamente irruzione nel cuore dell’Europa. Un continente che in tempi recenti e passati ha già conosciuto la forza devastante della negazione della vita e dei più elementari valori umani.
I 128 morti di Parigi, e speriamo che non aumentino ancora, sono nostri morti.
E’ responsabilità di noi tutti non cedere alla tentazione di considerare la violenza e la distruzione come unica prospettiva per il nostro futuro.
E’ tempo di silenzio e preghiera, forza debole che ci rende più umani.

Vi invito, per questo, a rileggere le parole di uno dei cosiddetti “salmi della tribolazione”.
Mi pare ben descrivano la situazione in cui siamo piombati e ci indichino anche la necessità di “essere guidati in terra piana”, senza cedere all’odio come unica possibile risposta.

Il nemico mi perseguita,
calpesta a terra la mia vita;
mi ha fatto abitare in luoghi tenebrosi
come i morti da gran tempo.

In me viene meno il respiro,
dentro di me si raggela il mio cuore.

Ricordo i giorni passati,
ripenso a tutte le tue azioni,
medito sulle opere delle tue mani.

A te protendo le mie mani,
sono davanti a te come terra assetata.

Rispondimi presto, Signore:
mi viene a mancare il respiro.
Non nascondermi il tuo volto:
che io non sia come chi scende nella fossa.

Al mattino fammi sentire il tuo amore,
perché in te confido.
Fammi conoscere la strada da percorrere,
perché a te s’innalza l’anima mia.

Liberami dai miei nemici, Signore,
in te mi rifugio.

Insegnami a fare la tua volontà,
perché sei tu il mio Dio.
Il tuo spirito buono
mi guidi in una terra piana.

Per il tuo nome, Signore, fammi vivere;
per la tua giustizia, liberami dall’angoscia.

Salmo 142

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