10 idee per Milano… Pensando al dopo Expo

9 novembre 2015 di fabio pizzul

Cento anni fa a Milano, su intuizione del professor Luigi Mangiagalli, iniziava la costruzione di Città Studi, la struttura che diede vita all’Università Statale di Milano. Un’intuizione che si rivelo determinante per consentire a Milano di diventare una città universitaria che oggi conta su 180.000 studenti. Per ricordare questo anniversario, oggi è stata intitolata a Luigi Mangiagalli l’Aula Magna della sede di via Festa del Perdono della Statale.
La cerimonia è stata preceduta da una tavola rotonda coordinata da Ferruccio de Bortoli dal titolo intrigante: “10 idee per 100 anni”. Un’occasione per parlare del futuro di Milano e dell’utilizzo delle aree Expo. Vi offro un breve resoconto dei diversi interventi.

SERGIO ESCOBAR (direttore Piccolo Teatro): Milano città dell’ ibridazione dei saperi, serve un campus universitario all’americana. Città della cultura e delle differenze.

MONS. MARIO DELPINI (vicario generale Arcidiocesi Milano): la chiesa custodisce le domande sul criterio delle scelte; città spesso è Babilonia con pretese estenuanti. Serve l’arte della conversazione che non impone un punto di vista e non banalizza, ma fa ragionare assieme sulle differenze che arricchiscono. Per una vita buona in città.

ROCCO CORIGLIANO (FondazioneCariplo): fare tesoro dell’esperienza di Expo per realizzare un centro di ricerca per la buona nutrizione.

DON GINO RIGOLDI (Comunità Nuova): ho il sogno di dare case perché il lusso di avere un figlio possa realizzarsi con case a Milano da 80 mq a 300€ al mese. A Milano siamo lontani dall’essere una comunità di relazioni. Essere capaci di volersi bene è il segreto per stare bene. Il sogno: una scuola superiore milanese in cui creare una vera comunità di relazioni. Si può formalizzare un metodo educativo laico a partire dalla Costituzione.

FRANCESCA BALZANI (vicesindaco Milano): il progetto di un luogo in cui far incontrare cultura, ricerca e pubblica amministrazione è affascinante, ma serve una leadership di Milano che è capace di aprire orizzonti e relazioni internazionali. Risorse e trasparenza sono necessarie. Favorire competitività con procedure snelle per chi opera nell’area, fiscalità differita o compensata con perdite.

ROBERTO MARONI (presidente Lombardia): partire dalla vocazione della Lombardia all’innovazione e alla ricerca; serve collaborazione tra pubblico e privato e lealtà tra istituzioni. Nel dopo Expo vengano coinvolti gli istituti di ricerca lombardi.

GIOVANNI AZZONE (rettore Politecnico): dobbiamo guardare al futuro e guardare a quello che succede nel resto del mondo. Tre temi grossi: invecchiamento, migrazione, sostenibilità. Temi che richiedono competenze trasversali e integrazione tra discipline. Milano ha già un sistema di competenze, serve altro anche da fuori se è meglio di quello che c’è a Milano. Manca la forza di integrare le risorse che già esistono. C’è da costruire un sistema che coaguli le forze, serve una Città Studi virtuale, rete. Creiamo un forte luogo di meticciato e simbolico per la creazione di nuova impresa.

GIANLUCA VAGO (rettore La Statale): destinazione d’uso delle aree Expo deve essere pubblica, cosa fino a poco fa non scontata. La decisione sul progetto scientifico è centrale, il modello urbanistico viene dopo. Non può essere un progetto solo della Statale, serve per mettere in rete la ricerca lombarda. Dobbiamo avere presenti i competitor che sono di livello mondiale: a Parigi l’investimento pubblico su un progetto simile è di 7 miliardi. Questo Paese ha ancora una cultura scientifica debole, serve consolidarla e non si può che partire dalle scuole. Il dopo Expo può essere un’occasione anche per questo.

Un commento su “10 idee per Milano… Pensando al dopo Expo

  1. Gaspare Jean

    L’area EXPO è sufficientemente baricentrica rispetto al Legnanese, porzione tra le più importanti dell’area metropolitana; perchè nessun politico pensa di localizzare su quelle aree funzioni della città metropolitana? La risposta è ovvia: non c’è alcun interesse per la città metropolitana.

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