Pubblici appalti e trasparenza. La lezione di Expo.

28 ottobre 2015 di fabio pizzul

Appalti e opere pubbliche tra regole e necessità di realizzare i lavori.
Su questo tema si sono confrontati questa mattina ad Expo alcuni dei protagonisti del cammino che ha portato a realizzare e gestire l’esposizione universale che sta ormai chiudendo i battenti.
Coordinati dal presidente della commissione regionale Antimafia Gianni Girelli hanno portato il loro contributo l’Ad di Expo Belle Sala, il presidente di Avviso Pubblico Roberto Montà, il neo sottosegretario alla trasparenza di Regione Lombardia … Cioppa, il presidente del Consiglio regionale lombardo Raffaele Cattaneo e il commissario nazionale anticorruzione Raffaele Cantone.

Sala ha sottolineato la necessità di avere al più presto un nuovo codice per gli appalti e ha evidenziato come non sia semplice sciogliere la diatriba tra chi considera necessario superare l’assegnazione delle gare secondo il criterio del massimo ribasso e chi guarda con sospetto a quella alternativa dell’offerta economicamente più vantaggiosa perché apre eccessivi spazi alla discrezionalità di chi è chiamato a valutare. Secondo Sala non esiste la procedura ideale, si tratta però di coniugare la qualità delle opere con le esigenze di risparmio nel costruirle.
E’ tornato sulla necessità di modificare il codice degli appalti anche il presidente di Avviso Pubblico Roberto Montà, sindaco di Grugliasco, per sottolineare come sia necessario anche formare adeguatamente il personale della pubblica amministrazione per garantire una corretta gestione delle procedure di gara. In Italia oggi abbiamo troppe regole e per di più poco chiare e il rischio di complicazioni burocratiche oltre che di infiniti ricorsi per difformità interpretative è sempre dietro l’angolo e rende il nostro paese sempre meno attraente per chi vuole investire.
Il presidente del Consiglio regionale Cattaneo, ricordando i sei anni passati da assessore alle infrastrutture al fianco di Roberto Formigoni, ha rivendicato il fatto di essere riuscito a costruire molte infrastrutture, ma ha sottolineato come non avrebbe potuto farlo se non si fosse fidato della responsabilità di chi le ha realizzate. Le regole sono importanti, ha detto Cattaneo, ma non bastano, servono amministratori che si prendano la responsabilità di fare e si assumano anche il rischio di qualche discrezionalità, senza la quale il rischio è di non riuscire a realizzare nulla. Cattaneo ha anche voluto rivendicare la bontà della scelta di puntare su Infrastrutture Lombarde, anche se la struttura è stata investita da problemi giudiziari che non inficiano, a giudizio dell’ex assessore, il fatto che le opere (ospedali e strade) sono state realizzate nei temi previsti e con costi molto contenuti.
Il commissario Cantone ha voluto replicare a Cattaneo rivendicando l’importanza delle regole che vanno considerate come un prerequisito fondamentale perché fiducia e responsabilità non rimangano termini vuoti. Il rischio è che ci sia una deregulation che non trovi poi corrispondenza nella responsabilità di portare a termine progetti nel rispetto della legalità. Cantone ha anche sottolineato come le regole non siano il tutto, al punto che possono esistere anche regole criminogene o criminali, come la Legge Obbiettivo che, in nome del fatto di dover realizzare opere, ha rischiato di aprire la strada a ogni tipo di abuso. Opere che, per di più, non sono poi state neppure realizzate.
Cantone ha sottolineato la necessità di avere funzionari pubblici competenti e responsabili che sappiano partire dal rispetto delle regole per garantire procedure trasparenti e celeri.
Un confronto molto interessante che ha riconosciuto la positività del metodo Expo e ha rilanciato la necessità che dal primo novembre Milano possa confermarsi come protagonista di un percorso di trasparenza e legalità nella gestione di appalti pubblici importanti per l’intero Paese.
Milano, in questo senso, ha dimostrato di avere forze e anticorpi contro la corruzione che, per ammissione dello stesso Cantone, oggi è più difficile trovare in una realtà come Roma.

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