Diario di Expo del 3 ottobre – Da Expo nasce lo stile nuovo di Milano, parola di Davide Rampello

3 ottobre 2015 di fabio pizzul

Sul dopo Expo, in attesa che si concretizzi un percorso istituzionale solido, interviene anche Davide Rampello, il curatore di Padiglione Zero. In un’intervista comparsa nei giorni scorsi su “Il Giorno” giudica molto positivamente il progetto di un campus universitario: «È perfetto, si faccia, non si perda tempo. Mi rincuora la determinazione del rettore Vago e anche di Azzone, è la prima garanzia di una visione, di una volontà. C’è anche un bellissimo progetto di Andrea Illy, presidente di Alta Gamma che vuol realizzare una scuola di arti e mestieri. E se Francesco Micheli pensa a una “città del suono’’, io dico che l’idea è splendida e si può completare con un altro bel progetto di Mario Lavezzi. Abbiamo l’area fra le più infrastrutturate del mondo, usiamola. Dobbiamo raccogliere tutte le anime di Milano. Che poi sia un pensatoio o altro, va bene, purché non si sprechino risorse ed energie. Pochi, ma buoni. La regìa di tutto spetta, però, alle istituzioni: Comune, Governo e Regione. Ma bisogna decidere velocemente, il sito di Expo non deve morire fra le nebbie di un futuro incerto che ripeto, viste le energie messe in campo, non ci sarà».
Rampello ritiene che con Expo Milano abbia coronato un percorso di rinascita iniziato qualche anno fa: «C’è uno “stile Milano’’ che è inconfondibile. Prima era grigia? Già, ma poi Milano si è innamorata, ha scoperto il lato più emozionale della sua natura. Ed ecco il miracolo Milano, con i suoi bei palazzi, la Galleria restaurata, il nuovo skyline e i musei, da quello del Novecento sino al Mudec e Prada. E poi c’è l’eredità immateriale di Expo, una rinnovata sensibilità sui temi ambientali e dell’alimentazione. Una nuova coscienza degli italiani».
Troppo ottimista e quasi visionario. Non credo. Milano deve fare tesoro di Expo e mettere assieme la voglia di puntare su quanto di buono e bello è capace di fare. Non tutto funziona in città e non tutta Milano vive i fasti di Expo, ma quanto accaduto in questi mesi dà la misura di quante siano le potenzialità di una città capace di grandi cose, a patto che non prevalga il rancore e la tentazione di chiudersi a riccio per conservare quel poco che abbiamo.

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