Corvetto? Non è un posto per giovani…

30 settembre 2015 di fabio pizzul

Il Corvetto “non è un luogo per giovani”: così avevano risposto i giovani della zona in un sondaggio di un paio di anni fa. La sfida è quella di far loro cambiare idea per costruire luoghi e occasioni di incontro e condivisione. L’ha lanciata la cooperativa La Strada, attiva a Milano dal 1981 nell’animazione e nell’educazione dei giovani.

Avvicinare, conoscere e coinvolgere i ragazzi e le ragazze che iniziano ad essere “ai margini” dei normali percorsi aggregativi, formativi e lavorativi: è lo scopo del progetto “Adolescenti Sicuri # Cittadini Attivi” per i giovani del quartiere Mazzini-Corvetto.

Sabato 3 ottobre, a partire dalle h.15, verranno rilanciate le attività dell’anno con un intero pomeriggio di sport, giochi e musica in piazza Gabriele Rosa, cuore del quartiere.
Il programma prevede tornei di calcetto, giochi d’abilità con tiri di precisione, reggaeton, capoeira, zumba e balli di gruppo, insieme a uno spazio videobox per interviste. Tutte le attività sono gratuite.

«Noi vogliamo dare una prospettiva diversa a chi è abituato a pensare che in quartiere non ci sia niente – afferma Tiziana Boldrini, coordinatrice del progetto. Vogliamo dire ai ragazzi che invece sì, le possibilità ci sono. I nostri educatori sono proprio “in strada” per questo, per costruire insieme ai giovani del quartiere occasioni di incontro e di crescita».

In un contesto “difficile”, ad elevato tasso di abbandono scolastico e di microcriminalità, ma anche con un forte senso di appartenenza al territorio, per i prossimi due anni saranno gli educatori ad avvicinare direttamente i ragazzi tra le vie del quartiere per instaurare un rapporto di fiducia e aiutarli a ripartire nel proprio percorso di crescita.
Le opportunità saranno tante: tornei, laboratori espressivi, racconti del quartiere con video e canzoni rap, corsi di teatro-danza e altro ancora serviranno ai ragazzi per esprimere liberamente la propria personalità.

Incontrare i giovani nei loro luoghi di ritrovo abituali significa anche aumentare il presidio dei quartieri, che rischiano spesso di diventare “zone franche”, e presentarli invece come luogo dove essere protagonisti in positivo.

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