Sosteniamo i talenti sportivi, ma solo se lombardi DOC

18 settembre 2015 di fabio pizzul

Ancora un’occasione persa per l’integrazione e per premiare i veri campioni.
La Commissione Istruzione e Sport ha dato il suo OK all’atto di Giunta “Modalità e criteri per l’individuazione di giovani sportivi lombardi per l’assegnazione della Borsa dei giovani talenti sportivi 2015” e ha suffragato, anche in questo caso, come uno dei criteri la residenza in Lombardia da almeno 5 anni.

Questa delimitazione, anzi, discriminazione non ci trova d’accordo proprio perché mettere dei paletti allo sport dei giovani è davvero poco lungimirante, soprattutto se si vogliono valorizzare i veri campioni.
Se l’intenzione della maggioranza leghista è quella di non dare soldi a ragazzi stranieri, significa proprio che si perdono le vere occasioni di integrazione. Quale altro momento come quello sportivo permette ai ragazzi di entrare a far parte di una comunità o di un gruppo di coetanei?
Sono scelte fuori da ogni logica che vanificano qualsiasi sforzo si faccia verso la convivenza civile tra popoli.
L’intenzione leghista di penalizzare gli stranieri va a riflettersi però sugli stessi italiani: un giovane che dimostra di essere un vero, potenziale campione, ma che si è trasferito solo due anni fa da Trecate, in provincia di Novara, quindi dal Piemonte, ovvero 40 chilometri da Milano, e che magari studia e ha iniziato a fare sport da sempre in Lombardia ma non aveva mai spostato la residenza, non ha comunque diritto a quei contributi. Mi pare semplicemente assurdo.

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