Turismo in Lombardia, una legge contro… L’accoglienza

16 settembre 2015 di fabio pizzul

Dibattito surreale in Consiglio regionale su quella che doveva essere la nuova legge sul turismo in regione.
Dopo sei mesi e passa di costruttivo confronto in commissione su come sostenere e incentivare il turismo in Lombardia, la Lega ha scelto di inserire nella legge un emendamento che prevede la penalizzazione degli albergatori che accolgano profughi in regione.

Inizialmente i leghisti avevano proposto di rvocare la licenza agli albergatori in questione, poi, con la goffa e imbarazzata mediazione di NCD, si è passati alla “sola” esclusione dai contributi regionali.
Un capolavoro di scarso rispetto istituzionale che conferma come, pur di affermare proprie battaglie ideologiche, si sia disposti a mandare a monte il lavoro fatto durante mesi di confronto in commissione.

Qui di seguito l’emendamento incriminato (è storto, ma questa sua collocazione è metafora del suo senso istituzionale)

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La maggioranza continua a ripetere che quella di cui si sta discutendo è una legge sul turismo, ma allora, perchè iserire un emendamento di questo tipo che con il turismo non ha nulla a che fare e intende solo ostacolare i tentativi di dare risposte di civiltá per la sistemazione temporanea di persone che sono arrivate nei nostri territori per fuggire da violenze o povertá. In attesa di capire se hanno diritto o meno di restare nel nostro Paese, è logico trovar loro una sistemazione che possa creare meno problemi possibili alla societá o vogliamo penalizzare chi si mette a disposizione per questo?
È ora di finirla con le strumentalizzazioni che non fanno altro che ostacolare il lavoro e gettare cattiva luce sull’istituzione lombarda.
Siamo di fronte a una sconfitta multipla:
– della Lega, perchè la volontá di dire stop all’accoglienza è stata depotenziata (ma ahimè non evitata)
– di NCD, perchè continua ad arrampicarsi sui vetri per mitigare le contraddizioni di far parte di una maggioranza che contraddice molti dei primcipi a cui dice di ispirarsi
– del sistema turistico lombardo, perchè una buona legge è stata infangata da una trovata propagandistica (che non era mecessario mettere in una legge, bastava una delibera di Giunta per stabilire i criteri dei bandi)
– dell’istituzione regionale perchè dimostra di non saper promuovere un regionalismo serio e non di propaganda
– del PD perchè non ha potuto votare una legge che ha molto contribuito a costruire
– di Maroni, perchè deve continuare a pagare dazio a Salvini e non riesce ad essere davvero il presidente della Lombardia
Una brutta pagina per il Consiglio regionale che, mentre scrivo, continua in un dibattito surreale.

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