Inizia la stagione de La Verdi: successo di pubblico, ma troppi dubbi per le risorse

14 settembre 2015 di fabio pizzul

Grande successo ieri sera al Teatro alla Scala per il concerto inaugurale della stagione de La Verdi, l’orchestra milanese che dal 1992 propone in città una stagione concertistica di livello internazionale.  Jader Bignamini, direttore associato dell’Orchestra, ha proposto, con il primo violino Luca Santaniello, l’ouverture di Una sposa per lo Zar di Nikolaj Rimskij-Korsakov, i Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij e Sherazade dello stesso Rimskij-Korsakov.
Un programma vario e di grande impatto emotivo che ha entusiasmato le più di 2000 persone presenti in teatro.
Una conferma dell’altissima qualità che La Verdi è in grado di proporre e della necessità che si trovino risorse stabili per quella che non può più essere considerata una cenerentola nel panorama musicale milanese e nazionale.

 

All’inizio del mese di aprile sembrava che per La Verdi si aprissero nuove prospettive, visto il riconoscimento, da parte del Ministero della Cultura come ICO (Istituzione Concertistica Orchestrale), al pari di altre 13 istituzioni musicali nazionali con complessi stabili a carattere professionale.
Un riconoscimento molto importante, anche perché arrivava attraverso la soluzione sempre auspicata da Ministero, Comune e Orchestra stessa.

Questo avrebbe dovuto portare alla stabilità del  finanziamento da parte dello Stato e al definitivo riconoscimento del ruolo istituzionale della Verdi e della sua importanza a livello nazionale. A Milano La Verdi si sarebbe così affiancata all’altra ICO già attiva, i Pomeriggi Musicali.

Pochi giorni fa, a inizio settembre, la doccia fredda: il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha declassato l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi da ICO a “Complesso strumentale” facendole contestualmente perdere buona parte dei finanziamenti previsti.

Si viene ora a creare, come hanno denunciato i vertici dell’Orchestra, una chiara disparità con istituzioni musicali di altre zone d’Italia che, a fronte di attività e spettatori ben minori rispetto a La Verdi, ottengono fondi molto più cospicui da parte del ministero.

Per tentare di far fronte a queste impreviste difficoltà, sono state programmate varie iniziative, a partire dalla presentazione di un ricorso alle autorità giudiziarie competenti contro il declassamento da “ICO” a “Complesso strumentale”.
Verrà anche promosso il Club delle Imprese, che si affiancherà alla già esistente gruppo dei Soci de la Verdi, per coinvolgere aziende grandi e piccole del territorio a sostegno delle attività della Fondazione (il Club del Imprese nascerà ufficialmente il 26 novembre, con un concerto straordinario all’Auditorium di Milano);
Già lanciata anche una Lotteria, con estrazione il 21 dicembre nel corso di un evento speciale dedicato. I biglietti – a 5 euro – saranno in vendita dalla fine di settembre alla biglietteria dell’Auditorium di Milano in largo Mahler e durante tutti gli eventi de la Verdi.

Il lavoro fatto in questi anni dall’orchestra è sotto gli occhi di tutti e il consenso del pubblico milanese è lì a confermarlo. Perché mettere ulteriormente in difficoltà una delle istituzioni più vivaci del panorama musicale italiano?

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